E’ giallo sulla nota dell’Anac Non si parla di tutte le nomine. E sul caso Cucurachi chiede le dimissioni di Aliberti

Scritto da , 24 Gennaio 2016
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SCAFATI. Nomine illegittime: è giallo sulla nota dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. La delibera che ha dichiarato inconferibili Andrea Granata e Mario Ametrano e legittimato Luca Celiberti con Raffaele De Rosa, non cita in alcun punto Andrea Inserra e Martino Melchionda, riguardo le nomine ricevute per una poltrona al Consorzio delle Farmacie, di cui il Comune è socio di maggioranza. Il primo cittadino ha infatti dichiarato che “La stessa nota, invece, dichiara la nomina del sindaco Melchionda e di Andrea Inserra compatibili e regolari con la carica di Presidente delle Farmacie”. Ora, premesso che non si ha conoscenza di altri eventuali documenti, l’unico  pubblicato sul sito dell’Anac è la delibera 156 del 10 dicembre 2015, che non prende in esame le cariche del Consorzio delle Farmacie, e che dichiara illegittima anche la nomina di Mario Ametrano quale Ad della Scafati Sviluppo, di contro “dimenticato” da Pasquale Aliberti nella nota di chiarimento. Sempre nel comunicato sindacale, si fa riferimento ad un azzeramento di cda avvenuto prima della segnalazione dell’anticorruzione. Secondo Mario Santocchio, autore dell’esposto, la segnalazione sarebbe invece arrivata a Palazzo Mayer il 18 dicembre ed  è dubbia anche la modalità con cui si è proceduto all’azzeramento del Cda della Scafati Solidale. Secondo il componente Luca Celiberti  nessuna revoca dell’incarico è stata ricevuta né c’è stato un incontro chiarificatore con Aliberti. “Ci è arrivata solo una lettera di ringraziamento per gli importanti risultati raggiunti in data 30 dicembre. Questa dovrebbe essere intesa come una revoca dall’incarico per aver svolto male il proprio lavoro? Nessun attaccamento alla poltrona, ma solo un invito alla chiarezza”. Tra le sanzioni emesse da Cantone, anche l’impossibilità di fare nomine per tre mesi, e questo andrebbe a vincolare il sindaco che si ritrova anche a dover rinominare il Nucleo di Valutazione e Controllo di Gestione, oltre allo stesso Cda (parziale o meno è da capire) della Scafati Solidale.

Adriano Falanga

 

Le reazioni «L’unica scelta legittima e legale che può fare Pasquale Aliberti, è quella delle dimissioni»

SCAFATI. E sulla vicenda Anac, interviene il consigliee comunale del Pd Marco Cucurachi (nella foto, ndr).  «Per la terza volta in due anni il Presidente dell’Anac – Autorità Nazionale Anticorruzione, Cantone, interviene sulle vicende amministrative della Città di Scafati e ne censura le scelte, adottate in violazione delle norme dettate in materia -scrive Cucurachi-. Nel 2013 su mio esposto dettagliato, confermò i dubbi e le perplessità, espresse in un lungo intervento in consiglio comunale, sulla copertura finanziaria del progetto di riqualificazione dell’ex Copmes, gravata di un mutuo di 10.000.000 di euro. Successivamente, e prima che la Direzione distrettuale antimafia di Salerno venisse a fare visita al Comune, ritenne, sempre su mio esposto, fondata la questione riguardante la Segretaria comunale Immacolata Di Saia, già indagata in diversi processi penali per abuso d’ufficio e falso, e sollecitò il Comune a rimuoverla dall’incarico di Responsabile del Piano Anticorruzione, ruolo che dovrebbe essere ricoperto da una persona di specchiata moralità. Oggi Cantone ci dice, con la delibera n. 156/15, che le nomine di amministratore delegato di Scafati Solidale e della STU, nella fattispecie Andrea Granata e Mario Ametrano, sono illegittime in quanto adottate in violazione del decreto legislativo n. 39/13 e perché’ i soggetti interessati negli anni precedenti avevano ricoperto incarichi incompatibili con quelli attuali ed erano candidati nelle liste di Aliberti. Al netto delle indagini della magistratura penale su vicende di stampo camorristico e scambio di voto che riguardano il Sindaco, la moglie, consigliera regionale Monica Paolino, il fratello del Sindaco, la Segretaria comunale Di Saia e lo staffista Cozzolino, continua la scia dell’illegalità e delle illegittimità (non ultima la farsa della decadenza, responsabilmente bloccata dalle iniziative compatte delle forze di opposizione) che avvolgono la nostra martoriata Città e che fotografano una maggioranza ormai allo sbando e caratterizzata da attacchi personali tra i vari componenti della stessa.  Senza contare i fallimenti politici che denunciamo da anni e che hanno fatto sprofondare Scafati in un baratro economico-industriale senza precedenti. L’unica scelta legittima e legale che può fare Aliberti, in questo mare di violazioni, è quella delle dimissioni».

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