Due giorni senza il Nostro latte

Scritto da , 18 febbraio 2014

di Marta Naddei

Due giorni senza il “Nostro”. Fermeranno i macchinari oggi e domani i dipendenti della Centrale del Latte di Salerno per ribadire il loro fermo no alla procedura di cessione della totalità delle quote della partecipata del Comune di Salerno ai privati. Dunque, per le giornate di domani e dopodomani non sarà possibile trovare, negli scaffali dei punti vendita salernitani, le confezioni del latte della Centrale. La protesta comincerà questa mattina proprio dinanzi la sede dell’azienda in via Monticelli dove i 52 dipendenti, insieme ad una rappresentanza dei lavoratori dell’intero indotto (allevatori, distributori), resteranno fuori dai cancelli. Domani, invece, il corteo per le strade di Salerno per raggiungere la Prefettura e tentare di investire Gerarda Maria Pantalone della questione. Il 24 febbraio, infatti, si avvicina a grandi passi: è quella la data di scadenza per la sottoscrizione del contratto “due diligence” da parte delle ultime due aziende rimaste in corsa, ovvero il gruppo Newlat di Mastrolia e la cooperativa Latte Sele di Morretta. Una due giorni di sciopero alla quale si è giunti a seguito delle “orecchie da mercante” fatte dall’amministrazione comunale che, nell’iter di cessione della Centrale del Latte, si è ben guardata dal coinvolgere le organizzazioni sindacali perdendo di vista, in particolar modo, la delicatissima questione occupazionale legata alla procedura di vendita. A rischio, infatti, ci sono non soltanto i posti dei 52 lavoratori interni, ma anche i circa 700 della filiera lattiero-casearia che gravita attorno alla municipalizzata salernitana. Una preoccupazione che sarebbe avvalorata anche dalla dichiarazione, da parte della Newlat ad esempio di 177 esuberi proprio nel comparto lattiero-caseario dell’azienda interessata all’acquisto e che pone non pochi interrogativi sul futuro dei lavoratori salernitani. Insomma, dopo aver assunto una posizione attendista e speranzosa nel corso di questi mesi, la protesta è la conseguenza naturale di un silenzio assordante da parte del Comune di Salerno. «Stiamo aspettando ancora di avere un incontro con il sindaco – ironizza il segretario generale della Uila Uil, Ciro Marino – Avevamo sottolineato più volte di voler essere presenti nella “partita” per tutelare esclusivamente l’interesse dei lavoratori, ma il bando è stato fatto, noi sindacati siamo stati completamente ignorati e stiamo aspettando, a distanza di mesi, una convocazione ufficiale da parte del Comune. La dimostrazione da parte dei dipendenti, che sono molto arrabbiati – ha chiosato Marino che, insieme agli altri segretari generali di categoria della Flai Cgil e Fai Cisl ed ai sindacati confederati Cgil, Cisl e Uil, accompagnerà i dipendenti nella loro battaglia – arriva perché non è stato dato sapere né a loro né a noi. La Centrale del Latte è un bene pubblico, ma soprattutto è un bene di coloro che per anni l’hanno portata avanti con il proprio lavoro».

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