Droga e cellulari nel carcere Detenuti “pizzicati” dagli agenti

Scritto da , 14 ottobre 2017

Pina Ferro

 

Due mini telefonini, schede sim, pendrive e stupefacente. E’ quanto hanno ritrovato gli agenti della polizia penitenziaria, addosso ad alcuni detenuti, nel corso di una perquisizione effettuata a sorpresa nella tarda serata di giovedì, in un braccio della prima sezione del carcere di Fuorni. Il materiale rinvenuto è stato sequestrato. Al termine dell’ispezione è stata informata l’autorità giudiziaria. Erano circa le 21 di giovedì quando il comandante del reparto, il commissario capo Gianluigi Lancellotta insieme ad un gruppo di circa 30 agenti ha fatto irruzione in un braccio della prima Sezione dell’istituto di pena. L’”irruzione” degli agenti era finalizzata ad una perquisizione straordinaria. Escamotage che ha avuto l’effetto sperato: cogliere di sorpresa i detenuti che a quell’ora non si aspettavano alcun tipo di controllo. Il controllo era stato pianificato fin nei minimi dettagli. Era da tempo che gli agenti avevano intuito che poteva esserci qualcosa che non andava, che qualche detenuto potesse essere in possesso di cellulare. La perquisizione ha portato al rinvenimento di 2 mini cellulari compresi di scheda sim e carabatteria, 1 scheda sim, delle pennette pendrive e 20 grammi di hashish. Il tutto era occultato addosso ai detenuti che, colti di sorpresa, non hanno avuto il tempo di disfarsene. Tra i soggetti trovati in possesso di cellulare vi era anche un detenuto che, appena, la scorsa settimana , era stato deferito alla magistratura perchè a seguito di un colloquio con la figlia fu trovato in possesso di hashish occultato nell’ano. Si tratta di Gaetano Luongo, napoletano, recluso per reati contro il patrimonio e, a fine pena. Fondamentale, si è rivelata la professionalità dei poliziotti penitenziari che, nonostante le carenze organiche e le difficoltà per svolgere il loro lavoro sono riusciti rinvenire e sequestrare il materiale telefonico e lo stupefacente. Ovviamente sono ancora in corso indagini al fine di appurare in che modo i cellulari sono entrati in carcere, per quali comunicazioni erano utilizzati e a chi era destinato lo stupefacente che è stato sequestrato. Nonostante l’esiguità del personale, costretto a turni stressanti, non viene abbassata la guardia da parte degli agenti della polizia penitenziaria di Salerno.

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