Dragaggio al via a novembre De Luca un fiume in piena contro la burocrazia

Scritto da , 8 Luglio 2019
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di Andrea Bignardi

“Vi sembra normale che in un paese civile ci vogliano dieci o vent’anni per fare un dragaggio? Questo è uno dei motivi per cui siamo un paese condannato alla morte”. Con queste parole Vincenzo De Luca è intervenuto ieri in occasione dell’inc o n t r o dibattito “Il futuro del porto di Salerno nel sistema campano e nello scenario euromediterraneo”. Il governatore è stato un vero e proprio fiume in piena, toccando nel giro di pochi minuti le principali ed annose problematiche che riguardano il fronte di mare cittadino: una su tutte, il dragaggio del porto, che rappresenta un ostacolo al pieno sviluppo della struttura e soprattutto all’andamento deludente dei flussi di container del porto commerciale. Il fermo dell’operazione, condizionata dalle lungaggini burocratiche lascia insoddisfatto il presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno Centrale Pietro Spirito, che ha espresso parole di disapprovazione per la rigidità dei criteri per la valutazione preliminare della fattibilità dell’operazione adoperati dalla commissione parlamentare d’inchiesta su ciclo dei rifiuti ed ambiente. “Il presidente – ha affermato Spirito – propose di rendere più restrittivi i criteri sul dragaggio più restrittivi, e io lo contraddissi dicendogli: non ci chiedete più perchè i nostri porti non sono competitivi”. Ed è proprio l’assenza di competitività del Porto a preoccupare il presidente di Confindustria Salerno Andrea Prete, che ha lanciato l’allarme su un dato non lusinghiero, rappresentato dall’andamento dei flussi di container del porto commerciale, diminuiti del 4% in un anno, dal 2018 rispetto al 2017. Secondo il numero uno degli industriali salernitani, il dato più allarmante non sarebbe tanto rappresentato dal decremento del traffico in sè e quindi dal volume di affari minore registrato dall’Autorità portuale salernitana, ma dal potenziale di sviluppo perduto, difficile da quantificare ma di vitale importanza. “Se vogliamo dare una reale svolta a questo territorio – ha affermato Prete, lanciando poi un affondo al governo gialloverde – Dobbiamo sburocratizzare. Il porto è la pietra miliare dell’ economia del nostro territorio: purtroppo ogni governo promette di sburocratizzare ma non riesce a farlo”. I lavori, ad ogni modo, dovrebbero iniziare a novembre: l’apposita commissione di gara si riunirà infatti tra martedì e mercoledì, aprendo uno spiraglio per un ritorno alla crescita sia dei flussi commerciali che di quelli crocieristici.

“Il Grand Hotel? Sarebbe meglio pulire i vetri dal calcare”

“Il Grand Hotel? Se pulissero i vetri dal calcare che si accumula sarebbe ancora meglio”. Senza peli sulla lingua è stata la stoccata lanciata dal governatore De Luca alla proprietà del Grand Hotel. Sotto accusa è infatti finito lo stato di conservazione della facciata esterna dell’edificio, considerato dal governatore campano non proprio in linea con i canoni di “città turistica”. La citazione folkloristica del governatore è arrivata nel punto del discorso in cui ha tracciato una sintesi dello sviluppo turistico della città.

Piazza della Libertà: verdetto a settembre

“Finalmente a Settembre il Tar dovrebbe entrare nel merito della questione e consentire di completare la Piazza. Sono state queste le parole con cui il primo cittadino Enzo Napoli ha annunciato un punto di svolta nell’annosa vicenda Crescent. Stando a quanto riferito da Napoli, infatti, dopo il verdetto del Tar a partire dal prossimo autunno sarà possibile ripartire con i lavori di completamento di Piazza della Libertà.

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