Doppio senso in via Benedetto Croce: no del Comune, il silenzio della Prefettura

Scritto da , 17 agosto 2018
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di Andrea Pellegrino
La proposta tiene banco da oltre dieci anni. Ma, fin dal principio, parlare del doppio senso di circolazione di via Benedetto Croce è stato sempre un tabù. Perfino quando il Viadotto Gatto si è macchiato di sangue o è stato scenario di gravi incidenti stradali. La soluzione sembrerebbe a portata di mano: alleggerire il Viadotto Gatto con il ripristino del doppio senso di circolazione lungo via Croce e via Indipendenza, bypassando così anche la zona portuale. Semplice. Anzi, semplicissimo. Se non fosse per un impegno (elettorale, probabilmente) preso oltre un decennio fa con alcuni residenti della zona per destinare la corsia un tempo dedicata alle auto in ingresso a Salerno a parcheggio. Così, nonostante lavori, frane, intasamenti ed incidenti, quell’arteria è stata sempre salvaguardata. Eppure gli stessi residenti, qualche mese fa, sollecitavano interventi all’amministrazione comunale: «L’assoluta mancanza di regolamentazione del traffico – scrivevano i condomini di via Croce – provoca molto spesso il contemporaneo transito sulle campate, nei due sensi di marcia, di veicoli incolonnati, che con i loro carichi di containers e bobine di acciaio (che talvolta sfiorano anche le 40 tonnellate) gravano in maniera concentrata e statica sul viadotto. Ad accrescere la situazione di pericolo va, anche, segnalato che a causa delle acque piovane (particolarmente copiose nel periodo invernale e non adeguatamente incanalate) si sta progressivamente deteriorando la struttura del viadotto, con ulteriore pregiudizio per il sottostante fabbricato, che presenta evidenti lesioni».
IL SILENZIO DI PREFETTURA E PROVINCIA
Eppure, oltre a Palazzo di Città, sul futuro di quell’arteria potrebbe incidere anche la Prefettura. Non fosse altro che, benché incida su territorio comunale, resta pur sempre una principale strada (ex SS 18, oggi provinciale) d’ingresso verso il capoluogo provinciale.
L’INDIFFERENZA DEL COMUNE
Il «contentino» è arrivato solo mesi fa. Dopo mesi e mesi di battaglie e di sedute di commissione trasparenza. Un affidamento alla Istemi di Mercato San Severino per stabilire quali eventuali lavori strutturali eseguire sul Viadotto. Ieri la Cantarella (comandante dei Vigili urbani) ha incontrato i vertici della società per sollecitare la relazione ed avviare così l’opera di consolidamento, qualora ne sia necessaria.
LE INTERFERENZE CON PORTA OVEST
Movimenti di 4 millimetri ogni due giorni sul viadotto Oliviero ma per Annunziata (ex presidente dell’Autorità Portuale di Salerno) i lavori «non dovevano essere sospesi». È il 30 aprile del 2015 quando le Autostrade lanciano l’allarme: occorre bloccare i lavori per una lesione di un tratto di strada sul viadotto Olivieri, nei pressi del viadotto Gatto. Negli uffici di via Sabatini, il Rup Micillo e gli altri collaboratori contestano la nota della Sam. Per loro andava concordata o, almeno, andavano preventivamente informati i vertici dell’Authority. La Sam – il contenzioso è ancora in corso – vuole dimostrare che c’è un’interferenza tra le due opere. Da qui una seconda nota della autostrade che sollecita la sospensione e convince anche il Rup Giovanni Micillo. Ma non Annunziata. In una delle intercettazioni, infatti, l’ingegnere Elena Valentino, capo area tecnica dell’Autorità Portuale dice: «Il presidente ha detto che non si devono fermare i lavori». La Valentino parla della nota di Micillo con un collega della Vams Ingegneria Srl, affermando di non saperne nulla ma di aver informato il presidente. Il 5 maggio è ancora la Sam, attraverso l’architetto Fausto Iannaccone, a chiedere provvedimenti. In una conversazione con l’ingegnere Valentino, Iannaccone comunica nuovi cedimenti. È abbastanza arrabbiato e la invita a farlo chiamare da qualcuno: «Bisogna capire cosa sta succedendo – dice – e non prendere sotto gamba la situazione».
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