Donato isolato, Capuano in pole

Scritto da , 4 Marzo 2019
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Si riduce sempre più la platea di fedelissimi di Andrea Donato. Dopo il cambio alla guida del Partito Democratico sangiorgese, tra Mattia Faiella e Assunta Manzo, cambio che sembra non piaccia molto al giovane Faiella nonostante la candidatura alle primarie, il leader dell’opposizione si ritrova solo con i parenti a prendere le decisioni che contano. L’isolamento dei leader dirà qualcuno, ma generalmente sono i leader perdenti a ritrovarsi sempre da soli. Così tra mercoledì e giovedì sera, il leader dell’opposizione si è riunito nella sede di una azienda di recapito postale a Castel san Giorgio insieme al cugino omonimo (questa volta si tratterebbe del noto rappresentante di vini) e Raffaele Gambardella, candidato trombato alle ultime elezioni amministrative, quando proprio il cugino, candidato sindaco, preferì far convergere su Vincenzo Lamberti il proprio aiuto più che sul parente proveniente dalla stessa frazione. Di cosa si sia parlato e cosa sia stato detto in questa riunione resta top secret, ma sembra che a tradire i tre siano state le auto parcheggiate nei pressi. Suona strano, però, che alla riunione non erano presenti gli altri consiglieri dell’opposizione. Non era presente Vincenzo Di Leo, né Vincenzo Lamberti e neanche Aniello Capuano. Ma più di tutto fa pensare che non era presente Antonino Coppola, l’unico consigliere comunale di opposizione ad aver già pensato a costruire una linea futura e a non riservarsi vie d’uscita facili contando sugli appoggi esterni del Pd che potrebbe intervenire pesantemente ordinando la riunificazione delle due aree in cui sono divisi i Dem sangiorgesi. Nel frattempo nonostante le riunioni tra parenti, Antonino Coppola continua ad essere il vero sponsor di Manuel Capuano candidato a sindaco e sembra stia convincendo su questa linea anche il coordinatore locale di FdI, Michele Salvati. Capuano a sua volta smentisce qualsiasi ipotesi di candidatura, ma non è un caso che proprio quando esce allo scoperto il suo nome da un lato Donato sembra accettare l’idea, ma dall’altra spunta l’ipotesi di una riunificazione del Pd locale. Insomma torna la politica del doppio forno o dei due tavoli. Il problema vero è che Donato è sempre più un generale con truppe sempre più esigue, stanche e con ufficiali in rotta, attirati dalle sirene di Leu da un lato, dal richiamo della Lanzara dall’altro e da un’opposizione senza giochini dall’altra. Al punto che nelle scorse settimane, per provare a smuovere le acque, Donato, ad arte, aveva fatto circolare la voce di sentirsi tradito da Vincenzo Lamberti, il suo uomo più fidato. Ovviamente a Castel San Giorgio nessuno ci ha creduto. Primo perché i personaggi sono fin troppo noti, e secondo perché le strategie sono sempre le stesse incapaci a rinnovarsi nonostante circa venti anni di politica locale che oramai ha assistito sempre alle stesse manovre. Si riduce sempre più la platea di fedelissimi di Andrea Donato.

red.cro.

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