Don Marcello: «Messa in garage fatiscente»

Scritto da , 16 maggio 2014

di Marta Naddei «E’ giusto che don Marcello faccia le sue battaglie, ma senza denigrare gli altri. Se non gli piace la struttura che lo ospita ora, può andare via». A parlare è Salvatore D’Elia, il proprietario del locale commerciale di via Margotta che da qualche tempo ospita la parrocchia di San Giuseppe Lavoratore di don Marcello Tamburo. Ieri l’episodio che rischia di rappresentare la classica goccia che fa traboccare il vaso: una perdita d’acqua al piano superiore dello stabile, l’intonaco del soffitto che si stacca, don Marcello che si infuria e la proprietà che subito provvede alla manutenzione. Solo che – dopo le già tante rimostranze nel corso dei mesi da parte del sacerdote – ieri don Marcello ha definito il locale adibito a chiesa una struttura «fatiscente, maleodorante e buona solo per parcheggiare auto e motorini». Una definizione che proprio non è piaciuta a Salvatore D’Elia che non ci sta e ribatte: «Ci sentiamo offesi dalle esternazioni di don Marcello – spiega – perché noi abbiamo messo a disposizione quello che era nelle nostre possibilità e lo curiamo quanto più è possibile. Mi sono già rivolto al Comune, che dal canto suo sta facendo la sua parte adempiendo a tutti gli obblighi nei nostri confronti, per informare del fatto che siamo pronti anche alla disdetta del contratto». Ma nessuno dica che D’Elia vuol cacciare i fedeli – per la maggior parte persone anziane – «Quella gente mi ha visto crescere e mai mi sognerei di sbatterli fuori dalla loro chiesa. Ma sarebbe bene che don Marcello facesse le sue battaglie senza denigrare chi, nel corso del tempo, ha provato a dargli una mano».

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