Docenti in lutto per la scuola pubblica

Scritto da , 12 Novembre 2012
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Tanti docenti. Tutti vestiti a lutto. Si sono presentati così tantissimi insegnanti degli istituti salernitani, insieme anche a tanti studenti. Docenti vestiti rigorosamente di nero: quel lutto per una scuola pubblica ormai condannata a morte. C’erano gli insegnant del Liceo “Da Procida” (promotori dell’iniziativa di protesta), del Liceo “Severi”, del Liceo “Alfano I” dell’istituto “S. Caterina” e tanti altri per dire basta ai continui e quotidiani attacchi alla scuola pubblica, ai suoi docenti e studenti. «Gli ultimi tentativi  del Governo e dell’opinione pubblica di denigrazione – afferma la professoressa del Liceo Alfano I, Gilda Ricci – riguardanti anche il  risparmio energetico (non accensione dei riscaldamenti nelle scuole) sempre  sulla pelle di chi già da tempo risparmia  anche le risme di carta, la carta igienica e il proprio tempo personale per  aggiornarsi, studiare , preparare lezioni  didatticamente  più vicine ai bisogni e alle nuove  emergenze sociali dei nostri ragazzi, ci indigna. Ci chiedono più tempo scuola a costo zero , ci chiedono di  adeguarci ai cambiamenti, alle riforme  dei vari  avvicendamenti  ministeriali, ci chiedono di  togliere il lavoro ai precari, di  rinunciare a gli scatti di anzianità, di  tassare ancor più i nostri “modesti” stipendi e poi  ci obbligano a studiare l’Inno di Mameli. Molti non sanno che l’Inno Italiano    noi e i nostri ragazzi lo conosciamo dalla prima elementare». Scevri da qualsiasi appartenenza partitica o sindacale «che non si approprieranno della nostra identità e libertà d’insegnamento» i docenti si incontreranno tutte le domeniche in piazza Portanova, vestiti di nero. «Siamo e saremo a lutto – conclude Ricci –  fino a quando  la scuola non risorgerà  senza essere più attaccata, denigrata e scelta  come unica  fonte di risparmio del Paese Italia. Dai periodi di crisi economica si rinasce  soltanto  investendo sulla cultura e  quindi sulla scuola, sulla ricerca e la sperimentazione  finalizzata al miglioramento della c lasse dirigente  futura. Lasciateci  questa speranza  e cerchiamo di lasciarla ai nostri  ragazzi che erano con noi».
 

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