Disabili e anziani senza cure: all’Asl mancano ancora 4 milioni

Scritto da , 14 ottobre 2013

di Marta Naddei

Disabili gravi e anziani non autosufficienti ad un passo dal rimanere senza alcuna assistenza. Se la vogliono, dovranno pagarla. Il tutto ora è nelle mani di Antonio Squillante, manager dell’Asl di Salerno, che avrà il gravoso compito di ripartire i fondi ai centri di riabilitazione della provincia di Salerno. Già perché il subcommissario alla sanità della Regione Campania, Mario Morlacco, il decreto 86 l’ha modificato, o meglio l’ha integrato con risorse aggiuntive. Venti milioni di euro messi a disposizione per erogare le prestazioni da qui alla fine dell’anno ma per tutte le Aziende sanitarie locali della regione: un conto che si traduce con pochi spiccioli destinati all’Asl salernitana a cui mancherebbero circa quattro milioni di euro per soddisfare il fabbisogno dei pazienti, con il grosso che verrà assorbito dalle tre Asl napoletane. In sostanza, con l’integrazione al contestato decreto 86 vengono sensibilmente innalzati i limiti dei tetti di spesa previsti per ciascuna struttura privata che eroga prestazioni per quanto concerne la macroarea della riabilitazione ex articolo 26 (ovvero disabili psichici e fisici) e della macroarea della salute mentale e del socio sanitario, ma al tempo stesso viene data al direttore generale dell’Asl Salerno (così come a quelli di tutte le aziende sanitarie regionali) l’incombenza – entro dieci giorni – di definire i volumi massimi di prestazioni ed i limiti di spesa da attribuire alle singole strutture che erogano prestazioni. Insomma, dovrà essere Squillante a decidere chi ha avrà la possibilità di curarsi e chi no. Nulla da fare, invece, per la specialistica ambulatoriale per cui restano fissati i tetti di spesa stabiliti nel decreto 86 e che imporranno, a partire dal prossimo mese, una tagliola non indifferente a servizi e utenza. Sul provvedimento “alla Ponzio Pilato” emesso dalla struttura commissariale regionale si è espresso il coordinatore regionale dell’Aspat, Antonio Gambardella. «Se effettivamente il subcommissario Morlacco – afferma – ha integrato in questa maniera il decreto 86 significa in primo luogo che non l’ha, per l’ennesima volta, concertato con le associazioni. In secondo luogo, le risorse che sarebbero state messe a disposizione risulterebbero assolutamente insufficienti per erogare le prestazioni fino alla fine dell’anno. A Salerno mancano ancora quattro milioni di euro e il nuovo decreto – prosegue – darebbe facoltà alle Asl di tagliare le prestazioni alle fasce deboli ed agli anziani. Pertanto toccherà ad ogni Direttore Generale decidere quanti disabili porteranno avanti il loro progetto riabilitativo e quanti anziani potranno essere assistiti nelle residenze sanitarie assistenziali. É questo il nuovo welfare della regione Campania? Martedí i politici ci ascolteranno a Napoli in audizione congiunta delle Commissioni bilancio, sanitá e politiche sociali. Ma oramai penso sia tardi. Il Commissario Morlacco va avanti come un treno con i suoi tagli lineari, non ascolta la politica, non ascolta le associazioni e sopratutto non ascolta le istanze dei territori». La palla avvelenata, dunque, passerà nelle mani di Antonio Squillante che solo qualche giorno fa ha approvato la delibera sui tetti di spesa per le prestazioni di fisiokinesiterapia. «Non vorrei essere al suo posto – conclude Gambardella – perché sarà costretto stendere una coperta cortissima su un fabbisogno residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare molto più ampio. Spero che almeno lui, prima di emanare qualsiasi delibera attuativa, si confronti con le associazioni che conoscono bene le realtà territoriali di questa Asl».

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