Diritti edificatori del Crescent: turbativa d’asta per Rainone

Scritto da , 15 aprile 2014

di Andrea Pellegrino «Commessi atti volti a turbare la regolare gara». Finisce con l’accusa di turbativa d’asta la vicenda legata ai diritti edificatori del Crescent. Ad essere destinatario dell’avviso di conclusione indagine è Aldo Rainone, quale capofila dell’Ati aggiudicataria dei diritti edificatori della mezza luna di Bofill. E tra gli indagati – che ora rischiano il processo – ci sarebbero anche i componenti della commissione sull’aggiudica dei diritti. Si tratta dei funzionari Luigi Della Greca, Aniello Di Mauro e Antonio Piscitelli (attuale direttore del settore avvocatura comunale). L’accusa contestata è di abuso d’ufficio. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Salerno, ed in particolare dei pubblici ministeri Valenti e Alfano, sarebbero finite le procedure di aggiudica che hanno portato all’acquisizione dei diritti edificatori alla società Crescent srl, inizialmente acquisiti dalla Cogefer, la prima società vincitrice dell’asta pubblica. Un aspetto – questo – che arricchisce l’avviso di conclusione indagini per 31 persone notificato al sindaco Vincenzo De Luca, amministratori ed ex amministratori comunali, tecnici, imprenditori e funzionari di palazzo di Città. Confermate tutte le accuse ipotizzate all’atto della notifica degli avvisi di garanzia (emessi il 19 novembre scorso contestualmente al sequestro dell’opera), ed ora tutti rischiano il processo. Per amministratori e tecnici l’accusa contestata dai pubblici ministeri Rocco Alfano e Guglielmo Valenti, titolari dell’inchiesta, è a vario titolo d’abuso ufficio e falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale. Quindi oltre a De Luca (assistito dagli avvocati Paolo Carbone e Antonio Brancaccio), destinatari del nuovo provvedimento sono: l’ex soprintendente di Salerno Giuseppe Zampino e l’attuale dirigente, l’architetto Giovanni Villani. Ancora il vicesindaco Eva Avossa, gli assessori Luca Cascone, Gerardo Calabrese, Enzo Maraio, Mimmo De Maio, Ermanno Guerra, gli ex assessori Augusto De Pascale, Luciano Conforti e Nello Fiore; l’ex dirigente comunale (oggi in servizio presso l’amministrazione provinciale) Lorenzo Criscuolo e gli attuali tecnici Bianca De Roberto, Davide Pelosio e Matteo Basile; ci sono, inoltre, Anna Maria Affanni (ex soprintendente Bap di Salerno, anno 2008), Nicola Gentile (di recente diventato dirigente comunale) e Maurizio Dattilo, amministratore unico della società Sviluppo immobiliare Santa Teresa. Alla base ci sarebbe, secondo i pubblici ministeri, una sospetta accelerazione dei tempi da parte dell’allora esecutivo comunale e dei tecnici al fine di consentire la realizzazione dell’edificio privato, nonché il silenzio assenso del 2008 sull’opera della Soprintendenza di Salerno. Tra i destinatari dell’avviso di conclusione indagine c’è anche Eugenio Rainone, amministratore delegato della Crescent Srl. Per lui l’accusa è occupazione di terreni e deturpamento ed imbruttimento di cosa altrui, nonché responsabilità dell’avvio dei lavori, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed ambientale in assenza delle autorizzazioni paesaggistiche e ambientali. Una posizione, quest’ultima, contestata anche all’amministratore della società titolare dell’ex Jolly Hotel, Maurizio Dattilo, responsabile, sempre secondo la Procura, di aver avviato di demolizione dell’hotel in zona sottoposta a vincolo. Dattilo, in particolare, è il legale rappresentante della società immobiliare Santa Teresa, subentrata al più noto Chechile sulla gestione dello storico albergo e poi, all’indomani dell’abbattimento del Jolly Hotel titolare dei diritti edificatori di una porzione di Crescent. Ma anche in questo caso ci sarebbe un contenzioso in atto: la Sist, infatti, aveva contestato il bando per la mancata previsione del diritto di prelazione a favore dei soggetti privati già presenti nel sub comparto. In pratica la società di Dattilo avrebbe voluto costruire l’intero Crescent e non accontentarsi dell’area già di proprietà del Jolly. Ma su questa vicenda dovrebbe esprimersi il Tribunale civile di Salerno dove pende un ricorso presentato proprio dalla Sist, che allo stato non ha avviato i lavori.

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