Diplomi facili: in 46 rischiano il processo. Tutti i nomi

Scritto da , 14 Gennaio 2016
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Quarantasei richieste di rinvio a giudizio ed una richiesta di patteggiamento. E’ stata incardinata ieri mattina, davanti al Gup Boccassini, l’udienza preliminare relativa alla vicenda dei diplomi facili ad una scuola privata di Eboli. Tra gli indagati la sola Lucia Abati ha chiesto di essere ammessa al rito alternativa. Per tutti gli altri è stato chiesto il processo da parte del pubblico ministero Rocco Alfano. Al termine della requisitoria le prime arringhe dei legali difensori con l’udienza che è stata aggiornata al nove marzo per il prosieguo e la definizione. Secondo  gli inquirenti gli iscritti risultavano regolarmente presenti pur non frequentando ed a fine anno conseguivano anche il diploma. Rischiano di finire a processo anche gli insegnanti di una scuola paritaria di Eboli.   L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri di Eboli, su delega della procura di Salerno che hanno accertato che risultavano presenti in classe mentre erano a lavoro o molto lontani dal luogo dove si stavano effettuando le lezioni.
Nei guai anche l’amministratore della scuola  e l’insegnante coordinatrice della scuola paritaria. L’inchiesta della magistratura salernitana non ha risparmiato nemmeno i docenti – almeno quindici in tutto quelli indagati a piede libero per falso – che hanno attestato le false presenze degli aspiranti diplomati che così contavano di ottenere l’ammissione all’esame di maturità. Le indagini dei carabinieri della stazione di Eboli, guidata dal luogotenente Fabrizio Garrisi, partirono nel 2010 dopo la segnalazione della “presenza” di troppi studenti fuoris ede che frequentavano la scuola paritaria ebolitana. E così i primi accertamenti dei militari dell’Arma consentirono di scoprire che la maggior. Gli indagati sono accusati a vario titolo di falso e abuso di ufficio (gli insegnanti e gli amministratori della scuola) mentre agli studenti viene contesta l’accusa di concorso in falso. Quegli gli indagati che rischiano il processo (la sola Lucia Abati, classe ‘75 di Sassuolo, ha chiesto di patteggiare la pena): Giuseppe Coccaro, classe 1975 di Agropoli, Luisa De Simone, classe 1976 di Salerno, Paola Trotta, classe ‘63 di Eboli, Giuseppe Vitolo, classe ‘72 di Salerno, Manuela Maria Russo, classe ‘79 di Bologna, Simona Di Maio, classe ‘75 di Battipaglia, Carmela Emilia Iannuzzi, classe ‘61 di Camerota, Michele Leo, classe ‘89 di Battipaglia, Fabio Sinopoli, classe ‘74 di Eboli, Daniele Brando, classe ‘76 di Polla, Antonella Cici, classe ‘77 di Eboli, Rosaria Fiorello, classe ‘58 di Bracigliano, Patrizia Capone, classe ‘68 di Battipaglia, Marianna Matonti, classe ‘74 di Battipaglia, Adriana Caggiano, classe ‘68 di Battipaglia, Anna D’Angelo, classe ‘63 di Eboli, Barbara Saracino, classe ‘79 di Battipaglia, Valeryia Rosanova, classe ‘64 di Mosca, Gelsomino Maglio, classe ‘71, Michele Di Leone, classe ‘79 di Polla, Antonio Guida, classe ‘66 di Celle di Bulgheria, Maria Rosaria Santoriello, classe ‘54 di Cava de’ Tirreni, Antonietta De Santis, classe ‘66 di Salerno, Irene Trocar, classe ‘89 di Livorno, Salvatore Bazzarelli, classe ‘63 di Amantea, Daiana Perretta, classe ‘88 di Battipaglia, Federico Foiano, classe ‘91 di Alassio, Rocco Ricciardi, classe ‘86 di Battipaglia, Roberto Tabacco, classe ‘54 di Napoli, Concetta Testa, classe ‘60 di Campobasso, Giuseppe Dall’Acqua, classe ‘89 di Fano, Archimide Fasano, classe ‘61 di Vietri, Rosellina Avato, classe ‘67 di Corigliano Calabro, Riccardo Marella, classe ‘69 di Livorno, Laura Granata, classe ‘81 di Lodi, Tommaso Manieri, classe ‘89 di Ferrara, Francesca Cascapera, classe ‘73 di Velletri, Giuseppe Scorziello, classe ‘78 di Salerno, Immacolata Lavorato di San Demetrio Corone, Katherine Bejarno Marin, colombiana classe ‘87, Laura Zanin, classe 88’ Camponegara, Anna Paciello, classe ‘76 di San Pietro al Tanagro, Concetta Pironti, classe ‘64 di Salerno, Paola Bisogno, classe ‘69 di Salerno, Vera Rizzo, classe ‘90 di Savona, Maddalena Del Giudice, classe ‘67 di L’Aquila.Tra i legali difensori Nicola Maria Melchionda, Cecchino Cacciatore, Simona Sica e Lucia Capuano.  L’udienza è stata aggiornata al 9 marzo per le conclusioni.
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