Dipendente in malattia, per l’azienda è un peso: licenziato

Scritto da , 2 Agosto 2019
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di Erika Noschese

Dipendente di Busitalia a rischio licenziamento perché inidoneo al lavoro. Si tratterebbe, stando a quanto riferiscono fonti certe, di un autista assunto circa un anno e mezzo fa, a cui – 4 mesi fa sarebbe stata diagnosticata una patologia degenerativa alla colonna vertebrale. A portare alla luce quanto sta accadendo in questi giorni la Fit Cisl Campania, attraverso il segretario generale Alfonso Langella: «Trovo vergognoso che si pensi di licenziare un lavoratore per un problema fisico sorto durante la sua carriera lavorativa – ha infatti dichiarato il segretario generale – Ancora più disdicevole che ciò avvenga in un’azienda che fa parte di una delle holding più grandi del Paese». Langella ricorda, all’azienda Busitalia, che «la malattia non può costituire giustificato motivo di licenziamento quando i lavoratori possano essere addetti a mansioni equivalenti». «Mi domando se l’amministratore delegato di Busitalia Campania, Antonio Barbarino, abbia informato il gruppo Ferrovie dello Stato di quello che sta accadendo. Se sì, mi chiedo se l’amministratore delegato del Gruppo Fs Gianfranco Battisti abbia informato a sua volta il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio – prosegue Langella – Arriveremo fin sotto i vari Ministeri competenti per protestare contro tale provvedimento. Si parla tanto di diritti da parte di questo Governo e poi si vuole scardinare uno dei principi fondamentali nella tutela dei lavoratori: speriamo – conclude – che il ministro Di Maio intervenga ed eviti l’insorgere di un pesante conflitto tra datori di lavoro e sindacati». Ad essere a rischio licenziamento, a causa di problemi di salute altri tre dipendenti dell’azienda Busitalia che, dal canto suo, non ha ancora commentato il fatto. L’amministratore delegato Barbarino, infatti, che preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione. Intanto, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – rispettivamente Arturo Sessa, Gerardo Ceres e Gerardo Pirone – hanno provveduto a scrivere al governatore De Luca, al presidente della commissione trasporti in Regione Campania Luca Cascone, all’Ad di Busitalia Sita Nord Stefano Rossi, allo stesso Barbarino e al presidente della Provincia Michele Strianese esprimendo la loro preoccupazione in merito alla grave situazione in cui versa il trasporto pubblico locale nel salernitano. L’amministratore delegato – stando a quanto riferisce anche la politica locale – non riuscirebbe a garantire il diritto alla mobilità dell’utenza territoriale per gravi e acclarate problematiche che da anni non vengono affrontate e risolte con gli strumenti appropriati. Come anticipato nei giorni scorsi attraverso queste colonne, inoltre, la società Busitalia Campania ha pagato, così come doveva essere, le giornate di lavoro ai conducenti che, nelle giornate del 3 e 4 giugno, avevano segnalato le anomalie dei mezzi a loro assegnati per lo svolgimento dei servizi. «L’azienda si smentisce e sbugiarda con i fatti l’Amministratore Delegato che aveva tentato di addossare le responsabilità del disservizio ad uno sciopero dei lavoratori e aveva annunciato che, per i due giorni di fermi del mese di giugno, i dipendenti non avrebbero percepito la somma relativa alla retribuzione giornaliera hanno dichiarato i sindacati -Tutto ciò evidenzia l’imbarazzante situazione aziendale in merito alla capacità di garantire veicoli efficienti per lo svolgimento dei servizi contrattualizzati». I sindacati parlano, inoltre, di «scenario catastrofico in cui l’azienda Busitalia Campania non riesce a garantire un parco macchine adeguato e non garantisce il personale adeguato per coprire i turni contrattualizzati, l’Ad aziendale profumata-mente pagato, si adopera a risolvere le sopra esposte problematiche valutando e autorizzando cambi turno ai lavoratori, con modalità che, tra l’altro, a nostro avviso violano la privacy dei lavoratori». Da qui la richiesta alla società capofila del Gruppo Busitalia di intervenire e mettere in atto azioni risolutive e rispondere delle gravi mancanze che hanno determinato e determinano disservizi al l’utenza e forte disagi tra i lavoratori aziendali.

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