Dimesso con un infarto in corso, salvato dai medici dell’ospedale di Eboli

Scritto da , 29 novembre 2018
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di n.lan.

BATTIPAGLIA. Dimesso con un infarto in corso, lo salvano ad Eboli. «Non è la prima volta che succede questo al Santa Maria della Speranza, in estate ho visto andar via miei due amici di 40 e 45 anni». E’ la storia di A.R, quarantasettenne di Battipaglia, meccanico industriale, che alle 22.40 dello scorso 20 novembre si è recato al plesso ospedaliero cittadino accusando un forte dolore intercostale. Spaventato, accompagnato dal figlio, non riceveva però la giusta attenzione, infatti: «Mentre io al triage spiegavo quanto stessi provando, l’addetto faceva una videochiamata “sopra le righe” con una donna – che poi il paziente capirà essere un’infermiera del pronto soccorso – poi è arrivata la dottoressa e mi ha fatto stendere sul lettino dopo una lunga permanenza in sala d’attesa nonostante avessi fatto notare che il dolore sebbene fosse la prima volta l’avvertissi, era molto forte”. Dolore così forte da non resistere ed iniziare ad urlare per attirare l’attenzione della dottoressa che arriva e lo sottopone all’elettrocardiogramma. «Quadro clinico senza una piega – spiega A.R – e ricollegano tutto allo stomaco. Essendo allergico al Toradol, mi praticano una iniezione di Tachipirina e mi dimettono consigliandomi di fare una fiala di Voltaren la mattina successiva». Oltre al proseguire del malore, A.R al mattino seguente si accorge che sul foglio di dimissioni non c’è nemmeno la firma del medico e tantomeno gli era stato chiesto di rimanere una notte in osservazione, ma poi succede che: «Si ripresenta lo stesso dolore, ancora più forte ed allora decido di farmi portare all’ospedale di Eboli dove appena arrivato, sottoposto ad elettrocardiogramma, a distanza nemmeno di dodici ore, mi portano in sala operatoria per un’angioplastica. Non era un dolore collegato allo stomaco, era un infarto in corso. Mi hanno preso davvero per i capelli, un’altro paio d’ore e non sarei qui. Non è la prima volta che accade questo a Battipaglia, ho visto due amici morire in estate giovanissimi. Nel mio caso una coronaria otturata all’85 per cento è stata presa per un dolore allo stomaco. Poi arriva anche la beffa, conclude A.R – tornato al pronto soccorso di Battipaglia, il primario quasi mi derideva, perchè spiegatogli l’episodio mi diceva di non conoscere nemmeno la dottoressa».

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