Diete killer: una condanna e nove rinvii a giudizio

Scritto da , 24 Aprile 2013
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Prescrivevano farmaci per dimagrire, rientranti nella categoria di sostanze stupefacenti e psicotrope, a soggetti per i quali l’assunzione di preparati ad effetto anoressizzante, non era né richiesta né giustificata da esigenze terapeutiche. Una condanna e 9 rinvii a giudizio per i protagonisti dell’inchiesta della Procura accusati di aver messo in piedi un’associazione che “speculava” su persone desiderose di dimagrire alle quali venivano somministrate, dietro lauti compensi e senza alcuna seria visita specialistica, sostanze dannosissime per la salute. Il verdetto è stato pronunciato ieri dal Gup del tribunale di Salerno Vincenzo Di Florio che ha respinto tutte le istanze di patteggiamento.. Quattro anni di reclusione per Basilia Santulli, 60 anni di Mercogliano, medico chirurgo specialista in endocrinologia, a processo tutti gli altri. Via al dibattimento quindi (la prima udienza è prevista per il prossimo 11 luglio davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Salerno), per Giuseppina Plaitano 51 anni di Salerno, medico specialista e responsabile di medicina interna dell’Azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”; il finto medico Eleonora Iannotti; il farmacista Ernesto Panaro, 57 anni ex presidente dell’ordine dei farmacisti di Caserta; Francesco Principe, 50 anni di Roma; il medico chirurgo Anna Rita Iannotti, 57 anni di Napoli che, ritenuta dagli inquirenti il capo dell’organizzazione, operava in due studi medici siti l’uno in via Memoli a Salerno e l’altro in via Mazzini a Battipaglia; il fratello Rino Iannotti, 46 anni residente a Baronissi; la sorella Antonietta tutti finti medici, che gestivano i pazienti degli studi di Battipaglia e Salerno; Enzo Angeloni 53 anni di Roma; Claudia Rotondo, titolare di una farmacia di Teano. Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla redazione e rilascio di prescrizioni mediche abusive, all’esercizio abusivo della professione medica e di farmacista sino alla falsità ideologica commessa in certificati da persone esercenti un servizio di pubblica necessità sono le ipotesi di reato contestate dalla Procura agli imputati che avevano messo in piedi un vorticoso giro di affari che arrivava sino 25mila euro al giorno. Gli inquirenti hanno accertato che il “sistema” facente capo alla Iannotti riusciva a totalizzare fino a cento visite al giorno ed ogni singola parcella si aggirava intorno alle 250 euro. Ai pazienti erano somministrati indiscriminatamente preparati galenico magistrali ad effetto anoressizzante a base di fendimetrazina e clorazepato, sostanze che dal 2011 sono state ritirate dal commercio perché rientranti nella categoria degli stupefacenti e fino a quella data somministrabili solo a determinate condizioni. La Fendimetrazina è prescrivibile da parte di medici specialisti per un massimo di tre mesi consecutivamente solo in pazienti obesi con Indice di massa corporea all’inizio del trattamento uguale o superiore a 30 Kg/m2, al quale è  necessario allegare un piano terapeutico, come da apposito decreto del Ministero della Salute. 

Nel corso delle indagini si è, invece, acclarato che i farmaci contenenti la sostanza stupefacente venivano prescritti anche per periodi superiori all’anno ed a pazienti non obesi, ma semplicemente in sovrappeso, normopeso e addirittura sottopeso e, cosa ancora più grave, senza essere visitati dai medici specialisti o su prescrizioni firmate in bianco dagli specialisti compiacenti (endocrinologi, nutrizionisti, cardiologi, diabetologi).

 

24 aprile 2013

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