Di Pietro: «Fuga dall’Idv? Non m’importa»

Scritto da , 10 febbraio 2013
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Augusto De Pascale non c’è. E’ l’ultimo della lista che Antonio Di Pietro può depennare dal suo gruppo dirigente salernitano. Ieri, il leader dell’Idv (accompagnato dal suo trolley) ha toccato Salerno per la sua campagna elettorale al fianco di Ingroia. Breve incontro con la stampa alla Sala Moka poi convention elettorale a Battipaglia. 
Ma dell’Idv, qui a Salerno, è rimasto ben poco. Tant’è che della vecchia guardia non c’era nessuno, eccezion fatta del senatore Nello Di Nardo. Per il resto tutti hanno appoggiato la linea Formisano, confluendo nel gruppo di Donadi e Tabacci. Alcuni di loro candidati anche nelle prime file del Centro democratico, come il consigliere provinciale Carlo Guadagno (candidato al quinto posto) o l’ex consigliere regionale Giuseppe Manzo (al quarto posto nella Circoscrizione Campania 2). 
Ed ora Di Pietro si è accorto anche di aver perso la sua rappresentanza a Palazzo di Città a Salerno, con l’addio di Augusto De Pascale. Certo non ancora ufficiale e probabilmente formalizzato ma l’assenza di ieri sicuramente indicativa di uno strappo. 
Ma per il leader dell’Idv poco importa: «Di fronte ad una Rivoluzione Civile», dice, «non m’importa nulla». Tant’è che nella testa di lista ci sono «solo persone della società civile». Ed anche se più mesto e forse più stanco, Antonio Di Pietro lancia un messaggio ai suoi vecchi amici di partito, compresi quelli salernitani: «Che m’importa se un dirigente è andato via. Sono coloro che sono stati eletti grazie all’Italia dei Valori nei rispettivi territori. Per me contano quanto il due a briscola rispetto a questo progetto politico dove i partiti si sono messi da parte per avviare una vera e propria rivoluzione contro le politiche di destra e di sinistra».
Lui stesso dice: «Siamo gli unici che abbiamo contestato il governo Monti. Anche Bersani ha approvato i suoi provvedimenti nel corso dell’ultimo anno. Questo movimento contesta tanto Berlusconi quanto la sinistra che ha sostenuto Monti». E sullo svuotamento politico degli enti territoriali (il caso Guadagno a Palazzo Sant’Agostino ed ora De Pascale al Comune di Salerno, ed ancor prima Formisano in Regione), «non abbiamo ancora votato. Parliamone dopo le elezioni». Anche senza apparati, il segretario nazionale dell’Italia dei Valori è convinto che «la gente è con noi e sostiene il progetto Ingroia. Dal giorno dopo al voto metteremo in campo il nostro programma».
Taglio dei parlamentari, dei costi della politica e della spesa. Questi i punti principali del programma Di Pietro che ha l’obiettivo – dice – «di favorire, con i soldi risparmiati, l’apertura o la sopravvivenza di qualche fabbrica in più». 
Poche domande, poche risposte che segnano una campagna elettorale diversa dalle altre che segna una nuova era e un nuovo percorso. Insomma quella seconda Repubblica, avviata anche su impulso dell’allora pm Di Pietro rischia di chiudersi con il tramonto del Di Pietro politico.

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