Di Pietro ai giovani: “Tangentopoli? Nessuna ragione politica”

Scritto da , 28 aprile 2017

Pasquale Colarieti

“Quando ho fatto quell’inchiesta tutto questo telefilm non me lo ero fatto”, inizia con questa battuta il suo discorso Di Pietro, per spiegare come “alla base di Mani Pulite non c’è stata nessuna ragione politica ma semplicemente ciò che doveva e deve fare un magistrato che fa parte dell’organo inquirente”. The Dark Side of Italy – Tangentopoli 25 anni dopo”, è questo il nome del convegno tenutosi ieri all’Università degli studi di Salerno e che ha visto la partecipazione di Antonio Di Pietro, storico magistrato protagonista dell’inchiesta di Mani Pulite. Una giornata di analisi per ricostruire quell’inchiesta che permise di scoprire quello scandalo che investiva l’Italia agli inizi degli anni novanta:un sistema di corruzione e finanziamento illecito che coinvolgeva i vertici del mondo politico ed economico e che decretò la fine della Prima Repubblica. L’ex magistrato ha definito il sistema di Tangentopoli come “una progressione che dopo le seconda guerra mondiale si è stratificata in tutto il paese a un livello tale da far nascere una politica di tipo affaristico” Di Pietro si è poi rivolto direttamente ai giovani presenti all’incontro:”Dovete essere arrabbiati. Perché se oggi non ci sono le competente e i soldi necessari per costruire il vostro futuro è perchè siamo pieni di debiti ed è perché la classe politico-imprenditoriale emersa non è la migliore ma quella che ha saputo più sopraffare”. Di Pietro ha anche chiarito come Mani Pulite non sia partita prima “perché non c’erano stati i cosiddetti concorsi di circostanze”, sottolineando l’importanza che ebbe durante l’inchiesta sia l’avvento del computer, sia il nuovo codice penale promulgato nel 1989. In conclusione Di Pietro ha spiegato i motivi che hanno portato l’inchiesta a fermarsi: “Tangentopoli è riuscita ad andare fino a quando c’è stata una forte cooperazione giudiziaria con le procure locali. Si è fermata quando il sistema si è reso conto che non ci riusciva a controllare. Hanno delegittimato i nostri principali collaboratori e anche l’informazioni ci ha messo del suo rendendo non più credibile un’inchiesta che invece si stava facendo sempre più ampia”. L’incontro, è stato organizzato dal Gruppo Futura, in particolare da Stefano Pignataro, presidente del Consiglio degli studenti del Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Salerno. Insieme a Di Pietro erano presenti il rettore Aurelio Tommasetti, l’avvocato Giuseppe Lucibello, storico avvocato di Tangentopoli, il giornalista del Mattino Nazionale Gigi Di Fiore ed il professore Pietro Cavallo, Docente di storia contemporanea.

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