«Deviazione Fusandola Intervenga la Procura»

Scritto da , 21 settembre 2015

di Andrea Pellegrino «Non è concepibile che gli organi inquirenti salernitani non abbiano ancora aperto un fascicolo sulla deviazione abusiva del torrente Fusandola e che venga consentito, con l’alibi della messa in sicurezza, al Comune di eseguire lavori illeciti ed inutili al solo fine di propaganda politica». Il comitato No Crescent ed Italia Nostra sbarcano nuovamente in Procura. Ma questa volta l’esposto è indirizzato direttamente all’antimafia. «S’indaghi – chiedono – sul sistema urbanistico salernitano e sulla gestione degli appalti». Ed il caso più eclatante che sottopongono i rappresentanti del comitato e dell’associazione ambientalista, che da tempo si battono contro la cementificazione di Santa Teresa, riguarda la «deviazione del torrente Fusandola» ed anche la variante in corso d’opera del progetto per la realizzazione della Piazza della Libertà, appalto originariamente aggiudicato con un ribasso dell’oltre 40 per cento. In Procura approdano anche i filmati di “Presa diretta” andati in onda il 13 settembre e sabato scorso, da cui emerge, dicono: «Il connubio politico clientelare e la gestione del territorio». E quanto alla Piazza della Libertà, rifinita sotto sequestro anche per la parte concessa inizialmente dalla Procura della Repubblica per la messa in sicurezza della zona crepata, il comitato No Crescent ed Italia Nostra denunciano ancora una volta lo sperpero di denaro pubblico: «Oltre 30 milioni di euro, senza alcun affidamento a seguito di un regolare bando pubblico». «E’ clamoroso – dicono ancora – che la giunta comunale sotto processo penale per i reati lottizzazione abusiva su tale area (per la costruzione del Crescent, ndr) continui ad esaminare atti ed emettere i deliberati conseguenziali. La delegittimazione degli organi sia politici ed amministrativi nella nostra città è evidente perché quasi tutti sono sotto procedimento penale per la questione Crescent. Non è ammissibile che organi politici e dirigenziali continuino ad operare non nell’interesse pubblico ma per tentare di salvare le loro posizioni, utilizzando demanio marittimo ed idrico come proprietà privata». Ed è in questo procedimento (la prossima udienza si terrà il primo ottobre) che spiccano anche nomi eccellenti. A partire da quello di Vincenzo De Luca, oggi governatore della Regione Campania e di una buona rappresentanza di attuali consiglieri regionali, tra cui Enzo Maraio, Franco Picarone, Luca Cascone e Nello Fiore, tutti ex assessori comunali di Salerno. Ma dal Comitato annunciano e sperano: «Aspettiamo ancora di vedere nuovi indagini a carico di ulteriori enti pubblici come l’Autorità Portuale di Salerno che ha permesso di violare il codice della Navigazione nonché il Dpcm di superiore interesse pubblico dell’area. Nonostante le prescrizioni imposte dal Soprintendente riguardo “la eliminazione della foce” del torrente Fusandola” allo stato le foci sono addirittura raddoppiati e su di esse di eseguono ulteriori opere di facciata. Chiediamo che si indaghi sull’intero piano urbanistico comunale, che all’ombra inquietante del Crescent sta facendo sorgere lottizzazioni ed edificazioni a macchia di leopardo cementificando le ultime aree libere del centro cittadino e dei quartieri periferici. In recenti contenziosi in sede amministrativa è emerso come illecitamente si utilizzino e computino, con l’alibi della perequazione, gli standards urbanistici nonché i diritti edificatori ai fini della cementificazione, generando mostri dell’altezza anche di 40 metri dal suolo.Il tutto avviene con assoluta assenza di controllo da parte degli organi comunali nonostante i molteplici esposti che vengono effettuati anche da cittadini. I recenti sequestri hanno evidenziato l’abuso del territorio utilizzato per fini esclusivamente clientelari a discapito della collettività che vede depauperare il territorio e la qualità della vita ed il valore del proprio patrimonio immobiliare.Anche gli acquirenti degli immobili non sono tutelati per il rischio concreto che gli abusi vengano poi accertati e sanzionati». Ma nel mirino finisce anche Maria Maddalena Cantisani: «E’ a dir poco clamoroso che tale sistema di gestione del territorio vede un così capillare controllo al punto di nominare un dirigente del Comune a capo del settore trasformazione urbanistica, che come è pubblicamente noto è la compagna dell’ex sindaco, oggi governatore campano il quale peraltro è in attesa di giudizi sia penali che amministrativi. Anche su tali aspetti si invita gli organi inquirenti a verificare la legittimità a ricoprire un tale decisivo ruolo dirigenziale».

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