Determinò la morte di due amiche: 4 anni a Vanacore

Scritto da , 30 Gennaio 2016
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Quattro anni di reclusione maxi provvisionale per Raffaele Vanacore. Ieri in tarda serata la decisione del giudice monocratico del Tribunale di Salerno Zunica che ha, in pratica, accolto l’impianto accusatorio del pubblico ministero Paternoster che, al termine di una requisitoria dai toni decisi, aveva chiesto la condanna a cinque anni di reclusione. Seconda l’accusa il ventenne di Sala Consilina, nell’agosto del 2011, avrebbe causato la morte di Saveria Ingenito e Letizia Gammella, due diciottenni di Mercato San Severino. Non è stata accolta la richiesta dell’avvocato difensore di Vanacore, Vincenzo Vita, di trasmettere gli atti al pubblico ministero per la posizione di Antonio Leone, coinvolto nell’incidente stradale con un altro veicolo. Il giudice ha accolto le richieste delle parti civili regolarmente costituite in giudizio attraverso gli avvocati Giovanni Gioia e Leonardo Gallo. Nello specifico quarantamila per i genitori di Saverio Ingenito, 20mila per il fratello e 10mila per la nonna (accogliendo nella sostanza le richieste dell’avvocato Gallo). “Siamo stati gli unici a costituirci parte civili tra i familiari delle due ragazze decedute – ha riferito ieri subito dopo la sentenza”. I familiari avevano riferito la volontà di donare il ricavato del risarcimento al reparto pediatria dell’ospedale Ruggi. L’altra parte offesa regolarmente costituitasi a processo è stata la passeggera della 500, guidata da Leone, rimasta coinvolta nell’incidente. Non si è costituito parte civile Antonio Leone. La provvisionale è immediatamente esecutiva. Da rilevare che anche l’udienza di ieri è stata carica di tensioni con il giudice costretto a chiedere la presenza delle forze dell’ordine.  e la refusione delle spese processuali. I fatti risalgono al 2011. Nella notte tra il 2 e il 3 agosto, le due ragazze si trovavano a bordo dell’Audi A4 guidata da Vanacore, “responsabile – come ha scritto il pubblico ministero Paternoster – di aver tenuto una condotta contraria sia alle più elementari regole di diligenza, perizia e prudenza, sia alle norme imposte dal codice della strada”. In quella tragica occasione il veicolo occupato da Vanacore, Ingenito, Gammella e un altro giovane di Pagani rimasto ferito, mentre ritornavano a casa, perse il controllo urtando contro un totem pubblicitario. Non ci fu nulla da fare per le due giovani. Ieri la sentenza (settanta giorni per la motivazione).

 

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