Detenuto nasconde l’hashish nell’ano

Scritto da , 6 ottobre 2017

Pina Ferro

 

L’aver occultato un involucro con dell’hashish nell’ano mentre era a colloquio con la figlia non è passato inosservato agli agenti di polizia penitenziaria. E’ accaduto ieri mattina nella casa circondariale di Fuorni durante l’ora dedicata ai colloqui tra familiari e detenuti. Due le persone deferite all’autorità giudiziaria: il detenuto Gaetano Luongo e sua figlia. Cinqunata i grammi di hashish recuperati dagli agenti. L’episodio è accaduto nel mentre era in corso un’ ispezione alla struttura da parte del segretario generale della Uilpa penitenziaria (altro servizio in pagina). Gaetano Luongo, napoletano, detenuto per estorsione e rapina ed al termine della pena, ieri mattina, dopo essere stato a colloquio con la figlia si apprestava a rientrare nella cella di detenzione, quando il cane delle unità cinofili ha cominciato a girargli intorno segnalando così che qualcosa non andava. Luongo è stato immediatamente sottoposto a perquisizione da parte del personale della polizia penitenziaria che in precedenza erano già stati insospettiti da un o strano movimento effettuato dal detenuto durante il colloquio. E’ stato fatto spogliare ed occultato nell’ano è stato rinvenuto un’involucro con circa cinquanta grammi di hashish. Scoperto Luongo non ha dato alcuna spiegazione circa il possesso di stupefacente, anche al fine, probabilmente di proteggere in qualche modo la figlia. A seguito dell’espletamento delle formalità di rito sia lui che la figlia sono stati deferiti all’autorità giudiziaria. Intanto, sono state avviate delle indagini interne al fine di appurare se lo stupefacente era destinato all’uso personale oppure ad altri detenuti. Sicuramente Luongo nelle prossime ore sarà ascoltato dal magistrato informato dell’accaduto. Non è la prima volta che nel carcere di fuorni viene sventato un tentativo di introdurre sostanze stupefacenti. Gli uomini della polizia penitenziaria sono molto attenti e ligi nel dovere nonostante lavorino in condizioni non certo agevoli. Sono mesi, infatti, che continuano a porre l’accento sull’esiguità di agenti rispetto al gran numero di detenuti. Un numero ridotto che crea stress psico fisico ai poliziotti che nonostante tutto riescono ad assicurare un servizio attento e scrupoloso.

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