D’Emma: «L’amministrazione chieda aiuto all’opposizione»

Scritto da , 14 Aprile 2013
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CETARA. «Il sindaco per il bene del paese chieda pubblicamente aiuto all’opposizione per il bilancio di previsione 2013». E’ questo l’appello del consigliere comunale di minoranza, Gaetano D’Emma. 
«Tempo fa, in una dichiarazione resa alla stampa, ebbi modo di constatare che il disastro amministrativo dell’Amministrazione Squizzato-Della Monica è tale che oramai siamo costretti a ridere per non piangere» – afferma il consigliere D’Emma, da tempo impegnato nella sua battaglia per la trasparenza e la corretta amministrazione da parte dei vertici di Palazzo di Città.
«Tralascio le vicende giudiziarie in corso – prosegue l’avvocato D’Emma – sulle quali farà luce la Magistratura penale, e passo ai fallimenti amministrativi della maggioranza. L’elenco è imbarazzante. 100.000 euro spesi per un Puc, che tutto cambia perché nulla cambi. Non a caso lo hanno insabbiato per decenza. Altri 100.000 euro per una ztl clamorosamente bocciata in sede regionale, perché tutti sanno – tranne loro – che una cosa è la strada, altra cosa è il porto. Non è finita qui. La scelta di gestire in proprio il ciclo dei rifiuti è stata bocciata perfino dal Consiglio di Stato. Ma questo è il problema minore. Il problema maggiore per il paese, a parte le gravissime responsabilità penali degli interessati, è che nonostante la pronuncia cautelare si continua ad appaltare il servizio all’esterno, esponendo così il Comune al rischio di una massacrante richiesta risarcitoria da parte del Consorzio. A ciò deve aggiungersi un’esposizione debitoria spaventosa, che complessivamente supera di gran lunga il milione di Euro. Ho scoperto recentemente che non riusciamo nemmeno a pagare tempestivamente l’energia elettrica, visto che abbiamo un arretrato per il solo 2012 che supera i 20.000 euro. A fronte di un quadro così sconcertante, credevo di aver vissuto il massimo della comicità amministrativa umanamente possibile in un paese normale, quando fu proclamato eletto in Consiglio comunale un revisore dei conti con la maggioranza relativa dei votanti. Nessuno sapeva che occorresse la maggioranza assoluta dei componenti dell’organo e solo grazie al mio intervento fu evitato il disastro e, perché no, anche lo scioglimento anticipato. Sono convinto che chi vince l’elezioni, anche se con un paese diviso a metà, abbia il diritto-dovere di governare. Almeno fino a quando ne è capace. Purtroppo l’ultima disavventura dell’amministrazione Squizzato-Della Monica è sinceramente sconcertante. Hanno indetto più di un mese fa un’assemblea pubblica per presentare i contenuti del bilancio di previsione 2013, in vista della prossima approvazione in Consiglio comunale del documento contabile. Solo ora, però, hanno appreso che il piano dei lavori pubblici da approvare in allegato al bilancio deve essere prima pubblicato all’Albo comunale per 60 giorni in un’ottica partecipativa. Significa in altri termini che approveranno a metà giugno il bilancio di previsione 2013, quando metà dell’esercizio finanziario sarà già trascorso. A questo punto non ho più il coraggio di ridere. Ogni ulteriore riflessione è inutile. È a rischio il sistema paese, nessuno escluso. È pura incoscienza non rendersene conto. La maggioranza deve prendere atto che non è più capace di governare, che non è più in grado di assicurare al paese una guida tecnicamente adeguata al difficile contesto economico e sociale, locale e globale. Il tempo dei cortigiani comprati a pani, alici e colatura è finito. Prima che finisca anche il paese, c’è un solo modo per evitare il baratro. La maggioranza, prima di presentare il bilancio, venga in Consiglio comunale a chiedere aiuto all’opposizione. Noi, da minoranza, nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, saremo pronti a fare la nostra parte. Solo così vincerà il paese. Diversamente perderemo tutti ed ognuno si assumerà le proprie responsabilità, dinanzi al popolo e dinanzi al paese».

 

14 aprile 2013

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