Delocalizzazione in stand by: «Entro questo mese sarà svelato il nuovo sito per le Fonderie»

Scritto da , 5 agosto 2016
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di Brigida Vicinanza

Ancora in fase di sviluppo e i Pisano attendono per svelare il sito della delocalizzazione, che dicono ci sia. Ieri lavoratori insieme ai sindacati e alle Rsu si sono presentati davanti alla famiglia Pisano alla ricerca della verità, che non è stata però ancora svelata. Ma entro questo mese la società renderà pubblico il territorio su cui verrà dislocato l’opificio di Fratte, prima della seconda riunione attorno al Tavolo ministeriale a Roma. “Abbiamo acceso i riflettori sulla delocalizazione, ma non siamo riusciti a sapere quale sarà il luogo preciso in quanto la società ci ha riferito di essere ancora in fase di contrattazione e di sviluppo con il territorio che ospiterà lo stabilimento. Da ciò che abbiamo potuto intuire però siamo sulla strada giusta, entro questo mese hanno promesso che verrà svelato pubblicamente altrimenti la riunione al Ministero a Roma non avrebbe più senso e noi non parteciperemo” hanno sottolineato Anselmo Botte rappresentante Cgil e Francesca D’Elia della Fiom a conclusione dell’incontro di ieri pomeriggio. Per quanto riguarda la questione della retribuzione i 150 operai possono tirare un sospiro di sollievo, almeno per i mesi estivi. Saranno coperti i mesi di giugno e luglio per intero e probabilmente anche il mese di agosto, in quanto l’opificio sarà comunque in funzione per permettere all’Arpac di poter effettuare i nuovi rilievi. “Per settembre invece si vedrà – sottolinea Botte – in quanto c’è da capire la situazione della delocalizzazione e quindi è ancora un punto interrogativo”. Nel frattempo i Comitati sono sul piede di guerra e continuano le segnalazioni al Noe per quanto riguarda i forti odori che provengono dall’opificio di via dei Greci e che si estendono a quanto pare a macchia d’olio in tutta la città, arrivando fino ai quartieri centrali. Intanto per i Pisano, affittuari dei fonditori di Cupa Siglia, arriva la sospensione dell’Aia anche per questi ultimi, come si legge sul sito della Regione Campania. Il curatore fallimentare della società però ha sottolineato che probabilmente è una questione che riguarda la vecchia proprietà, ma in ogni caso non rappresenta qualcosa di insanabile.

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