Degrado Cetus, si rischia un’altra Atrani

Neanche si dovrebbe discutere di quanto sia importante l’insegnamento di eventi tragici come l’alluvione di Atrani del 2010. La Costiera Amalfitana, eccellenza paesaggistica d’Italia, si trova ad avere per conformazione geofisica e naturalistica una situazione assolutamente omogenea nelle varie realtà territoriali che la formano. Ne consegue quindi, che un evento come quello di Atrani debba costituire,  seppur tristemente, da modello di prevenzione verso scenari futuribili simili.
Cetara ed il suo Cetus, torrente che la attraversa fino a raggiungere il mare, vivono con agitazione l’arrivo del periodo invernale in cui l’imprevedibilità del clima si trasforma spesso in catastrofi annunciate e mai considerate.
Partendo da Via Cannillo, in località Casale, costeggiando alla presenza di un gruppo di cittadini residente nella zona e di alcuni esponenti del gruppo d’opposizione “Terra Libera”, quello che è il tratto del torrente, fino ad arrivare al nucleo abitativo di Cetara ed il suo sbocco sul mare.
L’alveo di scorrimento del Cetus appare, nel suo lungo e tortuoso tragitto, costantemente inghiottito dalla vegetazione, dai rifiuti e dai materiali di distacco delle pareti rocciose che vanno a comporre in buona parte del tracciato i suoi argini. Spesso si ha difficoltà a rintracciare il letto del Cetus: la boscaglia nata spontaneamente crea una fitta copertura impenetrabile che devia il corso delle acque e ne ostruisce il perfetto deflusso. Questi banchi di vegetazione senza respiro – raccontano alcune persone residenti nei dintorni – non solo rappresentano un problema per il torrente, ma per la stessa salute dei cittadini: zanzare e topi sono ormai la routine di tutti i giorni. Nel 2011, spiega uno dei Consiglieri comunali di minoranza, sono partiti i lavori di bonifica ed assestamento del letto del fiume, interrotti poi nel marzo 2012 senza una motivazione.  Lo stato dei lavori, infatti, appare nel totale abbandono: tubi e condotti scoperti, argini non completati e vegetazione in ripresa tra le macerie e gli scarti del cantiere. Oltre al danno ambientale, Cetara è ferita anche nel suo aspetto urbanistico e paesaggistico: a due passi dal cuore del borgo detriti e macerie balzano all’occhio di tutti, cetaresi e turisti. Ulteriori ragguagli tecnici sulla vicenda del cantiere  vengono forniti dall’Avvocato Gaetano D’Emma,  capogruppo di Terra Libera. La situazione del fiume Cetus è assolutamente disastrosa, dice il capogruppo consiliare: «il lavoro di riqualificazione, per un ammontare di 750.000 euro, ha subito un’improvvisa e misteriosa interruzione. L’appalto, aggiudicato con fondi specifici e con contratto stipulato, non ha ricevuto alcuna ordinanza di sospensione dei lavori e nessuna risposta convincente viene fornita dalla casa comunale, barricatasi dietro un silenzio nocivo ed offensivo per la popolazione di Cetara. L’Amministrazione, interrogata, non risponde. Il quesito più importante però viene posto sull’ambiguo rapporto esistente tra Ditta aggiudicatrice e Amministrazione: perchè quest’ultima non interviene legalmente chiedendo un risarcimento obbligato e sacrosanto al Comune? È evidente dalle parole del Capogruppo che c’è forte preoccupazione per le sorti di Cetara, viva nella memoria è l’immagine di Atrani sconvolta dall’alluvione, ancora più immediata quella recente in territorio spagnolo». «Il gruppo di minoranza Terra Libera – conclude D’Emma – segnalerà la situazione del torrente Cetus e del cantiere interrotto alle autorità competenti affinché l’interesse privato o la negligenza non colpiscano un territorio da difendere e valorizzare, quale quello cetarese».