Decesso di “Millebolle” nessuno sconto. La Corte d’Assise e d’Appello conferma la condanna a 18 anni per Francesco Paolo Ferraro

Scritto da , 1 luglio 2017

Pina Ferro

A seguito di un litigio colpì alla testa con il casco Dario Ferrara “Millebolle”, 21 anni, procurandogli lesioni che lo portarono al decesso. Per quella morte, i giudici della Corte d’Assise e d’Appello del Tribunale di Salerno hanno confermato la pena inflitta dai colleghi di primo grado a carico di Francesco Paolo Ferraro, 27 anni. Al termine della requisitoria era stato lo stesso Pg a chiedere la conferma dei 18 anni già inflitti in primo grado al giovane, richiesta che è stata pienamente accolta dal collegio giudicante. La sentenza è stata emessa nella tarda mattinata di ieri. Era il 25 aprile del 2015 quando un litigio tra ragazzi si trasformò in una tragedia. In quel pomeriggio Dario e Francesco si trovavano, insieme ad altri amici, davanti al parco “Canzolino” di località Villanova di Nocera Inferiore. Lì avvenne il litigio e lì, secondo l’accusa, il 21enne, sarebbe stato colpito a morte. Dario, grande tifoso della Nocerina, andò subito in coma e morì dopo due giorni di agonia per le lesioni cerebrali. li agenti del commissariato di polizia di Nocera Inferiore ricostruirono le fasi dell’aggressione. Gli accertamenti medico legali, sia della Procura che dei periti dei familiari, portarono alle medesime conclusioni: a decretare la morte di Dario Ferrara furono i colpi inferti con un casco. Colpi violentissimi che provocarono lesioni irreversibili. La ricostruzione degli agenti di polizia del Commissariato portò all’identificazione di Francesco Paolo Ferraro che fu arrestato e successivamente rinviato a giudizio. La madre di Millebolle più volte ha ricostruito la storia di quel maledetto pomeriggio sottolineando anche che all’inizio nessuno le aveva detto cosa fosse realmente accaduto.

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