De Maio era il reggente del clan Pecoraro. Il collaboratore di giustizia ha spiegato che era stata Cinzia Rizzo ad investirlo

Scritto da , 19 luglio 2017

Pina Ferro

Sabino De Maio, detto “‘o Zio” era il reggente e riferimento sul territorio del clan Giffoni – Pecoraro – Renna. E’ stato lo stesso collaboratore di giustizia ad ammetterlo nel corso della audizione svoltasi lunedì scorso nell’aula bunker di Salerno. Si trattava di un’udienza preliminare a carico di esponenti del clan Giffoni che hanno chiesto il rito abbreviato e sul quale dovrà pronunciarsi il giudice per le udienze preliminari Vincenzo Pellegrino. A chiedere l’audizione del 40enne Sabino De Maio era stato il pubblico ministero Rocco Alfano alla luce delle dichiarazioni spontanee rese dal collaboratore al Pm Marco Colamonici proprio sul clan Giffoni. Sabino De Maio, assistito dall’avvocato Danilo Laurino, ha raccontato, oltre ai ruoli e attività dell’organizzazione criminale dedito alle estorsioni e traffico di droga, anche quello che era il suo di ruolo all’interno del sodalizio criminale. Dopo l’arresto dei reggenti del clan Giffoni- Pecoraro- Renna e, a seguito di alcune vicende verificatesi tra gli affiliati fu proprio Sabino De Maio ad essere investito del ruolo di riferimento sul territorio del clan. Il passaggio di consegne sarebbe avvenuto dopo che Benecchi si rese protagonista di alcuni episodi che non erano “piaciuti” ai capi che si trovavano lontani dalla Piana del Sele. Sabino De Maio a giudice e magistrato ha raccontato che fu Cinzia Rizzo, moglie di “Franchino” Pecoraro a contattarlo e, ad investirlo del ruolo di reggente del clan sul territorio. Una decisione che nessuno osò contestare in quanto erano stati i “capi” a “parlare” e quindi a decidere sul ruolo di Sabino De Maio. Tutti in silenzio accettarono il nuovo ruolo dell’attuale collaboratore all’interno del sodalizio criminale. De Maio annovera nel suo curriculum criminale numerosi arresti per reati in materia di armi e stupefacenti, rapina, estorsione. Insomma, a 34 anni, ha ricostruito il sodalizio criminale con estorsioni agli imprenditori, prendendo in mano il mercato della droga, del gioco d’azzardo e dei videopoker. In poco tempo è divenuto un elemento di spicco del clan “Giffoni-Pecoraro-Renna”, egemone nella Piana del Sele in particolare nei comuni di Battipaglia, Eboli, Montecorvino Rovella e Capaccio. La sua azione di ricostruzione del clan è riuscita grazie alla sua indole violenta e la sua spregiudicatezza. Era temuto dai suoi stessi affiliati. Oggi, collaboratore di giustizia, De Maio sta ricostruendo tutte le vicende ed il sistema del clan che egli stesso ha guidato.

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