«De Luca venga a Campagna», l’invito per il Governatore dal segretario Falcone

Scritto da , 12 settembre 2018
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Erika Noschese

Un invito ufficiale. E’ quello che Mariano Falcone, segretario provinciale della Lega Salerno e vice coordinatore regionale rivolge al goveratore Vincenzo De Luca. La Lega ed il Pd potrebbe condividere quella che a più voci – salvo poi smentite – la Pontida del Sud. Il perchè di quest’invito è presto detto: alla festa dell’Unità tenutasi sabato scorso a Ravenna, il numero uno di Palazzo Santa Lucia durante la sua parlata, sembrava quasi riprendere lo stesso discorso del capo della Lega, Matteo Salvini. «Siamo felici perché la nostra verità sboccia sulle labbra di un nemico politico. Vuol dire che abbiamo ragione, lo invito alla festa della Lega che si terrà a Campagna, nella quale parleremo di vari temi, dall’immigrazione alla sanità. Noi siamo il partito del confronto, non quello della chiusura», ha dichiarato infatti il segretario della Lega di Salerno che, ancora una volta, si difende dalle accuse di razzismo: «Per noi chi scappa dalle guerre è il benvenuto. C’è l’Europa che ci impone di accogliere, adesso però tocca a loro perché il nostro dovere lo abbiamo fatto fino alla fine. Ho letto di un manifesto a firma di De Magistris e Saviano. Sarei stato felice se loro, insieme alla sindaca di Lampedusa, avessero firmato un manifesto per dire invece che migliaia di giovani meridionali sono dovuti andare via dall’Italia per trovare lavoro, è davvero vergognoso. Non è la pontida del Sud, parliamo di territorio, infrastrutture e territorio». La passeggiata per la sicurezza e la legalità tenutasi ieri pomeriggio sul lungomare di Salerno è stata l’occasione giusta per l’eterno sindaco di Pontecagnano Faiano, Ernesto Sica, di fare la sua apparizione in pubblico, dopo l’insuccesso delle scorse elezioni amministrative che hanno decretato la sua sconfitta politica. Sica, sembra essere pronto ora a ritentare la corsa alle europee ma la strada è ancora lunga. Ed in salita. Dunque, guai a parlare di Pontida del Sud, l’evento di Campagna altro non è che l’occasione per incontrarsi e festeggiare insieme i successi del governo.«Nessun razzismo. Ci battiamo per il bene della legalità. Il nostro consigliere comunale Zitarosa ha protocollato un’interrogazione al sindaco dove si chiede rispetto per la comunità senegalese regolare, perché sono anni che li stanno prendendo in giro rispetto ad un posto dove possono essere presenti per vendere in modo regolare le loro merci. L’amministrazione se n’è altamente fregata. La passeggiata di oggi rappresenta un grido d’allarme alle autorità competenti affinchè si faccia qualcosa di concreto per combattere lo spaccio e vendita abusiva di merce sul lungomare. Si eviti che ci sia un trambusto che può permettere la presenza di spacciatori. Viviamo in una realtà dove c’è una presenza massiccia di delinquenti anch’essi vittime della criminalità organizzata. A chi ci accusa di essere razzisti replichiamo che vogliamo tutelare i diritti diegli italiani e degli immigrati regolari. Rispondiamo con il sorriso alle provocazioni», ha poi aggiunto Falcone.

«Meglio Salvini che il sindaco Napoli» Abbraccio “spot” tra Falcone e Niang

Daouda Niang e Mariano Falcone sfilano sul lungomare cittadino, insieme, dopo un lungo abbraccio che vuole sancire definitivamente la pace tra i due acerrimi nemici, verosimilmente fino alla prossima tornata elettorale. «Meglio Salvini che il Pd», ha infatti dichiarato il presidente della comunità dei senegalesi a Salerno, non senza riferimenti al primo cittadino di Salerno Enzo Napoli, colpevole – a detta di Niang – di aver voluto chiudere ogni dialogo con la comunità senegalese che da anni si battono per ottenere un posto in piazza della Concordia e poter lavorare al meglio. Ma soprattutto in regola. «Il dialogo con il Comune non è più possibile – ha dichiarato infatti dichiarato Daouda Niang – Hanno fatto tutte le promesse del mondo senza mai rispettarle, hanno anche vergogna di guardarci in faccia. Per quello che ha fatto Enzo Napoli preferiamo l’operato di Matteo Salvini» La comunità dei senegalesi era in piazza per manifestare contro la Lega, prima dell’abbraccio e di qualche metro di passeggiata insieme s’intende: «Noi siamo qui per spiegargli che quello che pensano di noi non è vero. Siamo qui legalmente. Noi chiediamo uno spazio per lavorare legalmente. Lega non significa odiare le persone di colore ma odiare l’illegalità». Ed è proprio l’illegalità che la comunità dei senegalesi vuole contrastare per permettere al lungomare di Salerno di tornare agli antichi splendori, con lavoratori in regola e poco importa se di colore o italiani. Da qui, infatti, il gesto – seppur simbolico – di un avvicinamento al partito di Matteo Salvini che sembra segnare l’inizio di una nuova epoca: un’apertura verso gli eterni nemici ed una chiusura totale verso l’amministrzione comunale di Salerno che nulla fa per assicurare lavoro ai senegalesi presenti in città.

Scontri alla passeggiata tra centri sociali e Digos

“Non sto facendo niente”. Inizia così la diatriba tra Davide – uno dei presenti alla contro-manifestazione organizzata e gestita da circoli associativi, sigle politiche del centro-sinistra e mondo civile – e le forze di Polizia presenti per garantire la riuscita senza eccessi della manifestazione organizzata dalla Lega di Salerno. All’inizio il corteo dei contro-manifestanti si è posto di mezzo al tragitto che avrebbero dovuto percorrere i salviniani, ma la Digos e le forze di polizia hanno voluto che il loro raggio di occupazione del suolo fosse limitato ad un angolo nella piazza corrispondente a via Velia: poi, durante il tragitto, i contro-manifestanti hanno iniziato ad intonare alcuni cori contro l’antirazzismo e l’antifascismo purtroppo manifestati pubblicamente dalla Lega, ai quali i salviniani hanno risposto con un non censurato saluto romano da parte di quasi tutti i partecipanti, alcuni gesti poco adatti ad un contesto civile ed un coro breve ma intenso: “Salvini! Salvini!”. A quel punto il corteo della Lega è andato oltre, mentre le forze di polizia hanno continuato a fermare la contromanifestazione che avrebbe dovuto e potuto realizzarsi pacificamente. Davide, uno dei manifestanti, si muove verso la barriera del Lungomare ma viene fermato dalla Polizia con invito ad allontanarsi. Il ragazzo comunica, come se ce ne fosse bisogno, che non stava facendo nulla se non camminare da solo ed a quel punto si è pensato di intervenire fermando il ragazzo, spingendolo e strattonandolo a terra con annessa richiesta di documenti per l’identificazione. A quel punto si sono accesi i toni, con altri ragazzi che volevano accorrere immediatamente per salvaguardare la povera “vittima sacrificale” selezionata per sedare gli animi caldi. Dopo qualche secondo di tensione, l’invito di Daouda Niang ad allontanarsi da lì per poter dialogare serenamente con i presenti alla manifestazione: gli interventi e gli applausi hanno così sedato definitivamente una situazione fin troppo eccessivamente calda.

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