De Luca show «Processo termovalorizzatore? Io ho accelerato i tempi rinunciando al dibattimento»

Scritto da , 10 giugno 2015

«Non utilizzare più l’espressione Jobs Act perché non è contemplato dalla legge». La battuta è rivolta a Matteo Renzi da Vincenzo De Luca, nel corso della direzione nazionale di lunedì. De Luca parla della sua vicenda personale ed in particolare della legge Severino, i cui effetti, tra non molto, potrebbero sospenderlo dalla carica di presidente della Regione Campania. «La mia condanna – ribadisce il neo governatore – è per aver utilizzato l’espressione project manager invece di coordinatore, nell’ambito del progetto di realizzazione per un Termovalorizzatore a Salerno». Nei giorni in cui è arrivato anche l’appello da parte della Procura che ha inserito nuovamente l’accusa di peculato rispetto alla sentenza di primo grado che ha portato l’allora sindaco di Salerno ad una condanna per abuso d’ufficio, Vincenzo De Luca incalza: «Quel procedimento sarebbe stato prescritto. Sono io che ho rinunciato al dibattimento, sono io che ho rinunciato a far ripartire tutto quando è stato cambiato il presidente del collegio giudicante. Ho preferito far presto proprio per evitare strumentalizzazioni durante la campagna per le primarie e poi quella elettorale. Mi trovo oggi una condanna per aver utilizzato un termine non contemplato, così dicono, dalla legge. Una figura che mi era stata sottoposta dal Rup durante un colloquio di tre minuti». Poi sulla Severino: «Ci sono tangentisti e corrotti che aumentano con tutta la Severino. Penso che questa legge abbia due articoli che sono veri obbrobri e penso che vadano modificati».
Poi l’attacco a Rosy Bindi e agli impresentabili: «Mi sono ritrovato in quella lista, nell’ultimo giorno di campagna elettorale per un fatto che risale a 17 anni fa (variante Ideal Standard, De Luca è accusato di concussione, ndr). Anche in questo caso, io ho rinunciato alla prescrizione perché ribadisco che avrei fatto altre mille volte gli atti che ho compiuto per la salvaguardare i posti di lavoro. Trovo che l’iniziativa compiuta sia stata volgare e diffamatoria, infame sul piano politico ed eversiva sul piano costituzionale. Dopo un mese di dibattito ed una campagna denigratoria che neppure Totò Riina ha avuto, non ho visto nessun impresentabile nelle mie liste. Il tutto mentre il mio sfidante era stato portato sulle spalle da Cosentino e Cesaro».
Due gli obiettivi, secondo De Luca, di un attacco senza precedenti: «Il primo era un attacco al governo e Renzi, il secondo obiettivo è questo: noi abbiamo sconfitto il più formidabile blocco di potere clientelare, camorristico e burocratico di questo paese». Infine l’apertura a Matteo Renzi: «Apprezziamo – conclude De Luca – la volontà di Matteo Renzi di apertura rispetto alle altre componenti del partito. Dobbiamo cogliere questa opportunità per portare a termine un insieme di riforme che ci deve mettere in condizioni di aprire un contenzione con l’Unione Europea per recuperare risorse e politiche a vantaggio del nostro Paese».
(andpell)

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