De Luca scarica Renzi e resta nel Partito democratico

Scritto da , 18 Settembre 2019
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di Andrea Pellegrino

Raccoglie poca roba Matteo Renzi in provincia di Salerno. I deluchiani restano nel Partito democratico. Almeno per ora. Piero De Luca ha annunciato ufficialmente che non seguirà l’ex premier. Vale lo stesso per il papà governatore e per tutto il gruppo dirigente salernitano. D’altronde tra Renzi e De Luca c’è Luca Lotti che al momento resta all’interno del Partito democratico. In più, in Campania ci sono le elezioni regionali e De Luca è già in campagna elettorale. Insomma, Renzi resta a secco proprio nella provincia che è stata la più renziana d’Italia, dove si consumò lo strappo con i renziani della prima ora per aprire le porte proprio ai deluchiani, che intanto avevano abbandonato Bersani. «In questo contesto, il Partito Democratico – spiega Piero De Luca – rappresenta oggi l’unica speranza e l’unica garanzia che si intraprenda davvero questo percorso, nell’interesse degli italiani. Non sarà facile. Dovremo lottare con determinazione per innovare e modernizzare la società italiana, per rendere il Paese competitivo e dinamico, per migliorare le condizioni di vita delle nostre famiglie, per creare un grande piano del lavoro rivolto al Sud, per garantire sicurezza urbana nei quartieri, per un rinnovamento profondo della giustizia, per offrire a chiunque un sistema scolastico pubblico di eccellenza, per eliminare le diseguaglianze sociali ed assicurare in ogni luogo del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, parità di servizi ed opportunità». All’ex premier resta fedele il sindaco di Sassano Tommaso Pellegrino, presidente del parco nazionale del Cilento e habitué della Leopolda. Con Renzi anche il sindaco di Sapri Antonio Gentile mentre, secondo una prima ricognizione, gran parte dei sindaci dem resteranno nel partito di Zingaretti. Come Enzo Servalli, primo cittadino di Cava de’ Tirreni, consigliere provinciale e possibile candidato anche alla presidenza dell’Anci campana, indicato proprio dal Pd. Fedele al partito democratico anche Anna Petrone, ex consigliere regionale, promotrice proprio della mozione Zingaretti. «E’ un grande errore – spiega Petrone – l’uscita di Renzi dal partito. Siamo un una fase di ricostruzione e molto delicata per il Paese e doveva prevalere il senso di responsabilità e non l’interesse personale». Certo, prosegue Petrone: «L’uscita di Renzi riapre la porta a tanti elettori che guardavano più a sinistra questo non vuol dire un ritorno al passato ma bisogna ristabilire gli equilibri anche all’interno degli organismi dirigenti del partito sia regionale che locale bisogna avere una prospettiva più ampia e parlare con maggiore chiarezza rispetto a temi sociali importanti come il lavoro l’ambiente e le politiche di welfare temi che con il renzismo si erano accantonati. Io come sostenitrice di Zingaretti da primo momento sarò resterò nel mio partito portando avanti i temi a me cari quali la centralità della persona e lo sviluppo dei territori».

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