De Luca risponde alla chiamata di Renzi

Scritto da , 20 maggio 2014

di Andrea Pellegrino

Vincenzo De Luca c’è. Come ci sono tanti militanti e sostenitori del Pd salernitano. Insomma a partire dal primo cittadino, la città di Salerno non ha fatto mancare il suo sostegno a Matteo Renzi, ieri in Piazza Sanità a Napoli. Così come l’intera provincia di Salerno, dove autobus sono partiti da quasi tutte le città. C’è poi la segreteria provinciale del Pd, quasi al gran completo, con Nicola Landolfi, Enzo Luciano, Luca Lascaleia, Gina Fusco e Fabio Tamburro. Tra gli amministratori locali i sindaci Paolo Russomando – renziano doc – di Giffoni Valle Piana e Franco Alfieri di Agropoli. Ancora i candidati alle europee Gianni Pittella, Andrea Cozzolino e Nicola Caputo. Vincenzo De Luca, naturalmente, non passa inosservato. E al di là delle foto che concede ai suoi concittadini e fan, parla anche di Grillo. «Non temo Grillo, mi è pure simpatico, anzi se mi invita nella sua villa a prendere il sole sono ancora più contento», dice De Luca che prosegue: «Il malessere è grande qui al sud, dove siamo i primi per disoccupazione e gli ultimi per spesa dei fondi europei. Il Pd deve essere credibile come forza di rinnovamento. Non basta dire che siamo amici del sud, saremo credibili quando creeremo davvero lavoro, apriremo i cantieri. E poi quando ci presenteremo come partito più unito». «Se vince Grillo? Dovremo rispettare il voto e capire cosa non facciamo bene, la democrazia è fatta così – conclude il primo cittadino – Il governo è insediato da tre mesi, era difficile dare già una svolta, ma vedo segni di rinnovamento». Sul palco con Matteo Renzi c’è anche Pina Picierno, capolista nella circoscrizione Sud della lista per le Europee del Pd. Poi ci sono il ministro Maria Elena Boschi, Francesco Nicodemo e la segreteria regionale Assunta Tartaglione. Renzi, schivando il gruppetto di contestatori, parla d’Europa ma anche del futuro del suo governo in Italia: «Le Europee non sono un sondaggio a livello nazionale, ma un’opportunità per prendere questa benedetta Europa ma o vince il Pd o perde l’Italia». Poi rispondendo all’ultimo post di Beppe Grillo senza mai menzionare il leader 5 Stelle, Renzi sottolinea: «Ma come si fa ad utilizzare il linguaggio di Hitler, a parlare di lager e di ‘lupara bianca’, e a non considerare che su certe cose non si scherza?». «Come si può continuare così?», rimarca. «Noi risponderemo con linguaggi di gentilezza e di decisione – ribadisce – loro insultano, noi facciamo proposte, loro sono il passato noi il futuro». «Noi siamo quelli che parlano il linguaggio della speranza, non insultiamo, svolgiamo una funzione sociale – aggiunge – Loro cercano lo scontro e la provocazione, noi siamo diversi».

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