De Luca per una sera ritorna alle sue origini lucane

Scritto da , 10 Novembre 2012
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«Ricordiamoci che veniamo dalla terra, dai valori profondi che abbiamo ereditato dai nostri padri, che sono la cosa più importante che dobbiamo trasmettere ai nostri figli, il rispetto per il lavoro, per il sacrificio, per le persone anziane, il rispetto per la parola data e la convinzione che ci accomuna tutti: la necessità di lasciare qualcosa ai nostri figli, di sacrificare la nostra vita per loro». Sono le frasi sentite profondamente, dette con emozione, dal Sindaco De Luca che, nato a Ruvo del Monte, (Potenza), giovedì sera, nella sede dell’Associazione Lucana “Giustino Fortunato” di  Via Cantarella, presieduta dal professor Rocco Risolia, ha incontrato la gente della sua terra, in occasione della presentazione del libro “La Viceregina, il Monastero, il Mallardo (Sant’Arcangelo di fine Seicento), edito da Ermes, scritto dal Presidente della Regione Basilicata, il professor Vito De Filippo. Proveniente da Napoli, il Sindaco ha salutato i tanti lucani presenti e, con particolare affetto, l’avvocato Paolo Carbone, sottolineando, simpaticamente, il rapporto professionale e di amicizia  che lo lega al noto principe del Foro:«Come sapete, per vari processi, sono nelle sue mani. Ormai sono adottato da Paolo Carbone». De Luca ha ringraziato i suoi conterranei, che ormai si sentono salernitani e lucani allo stesso tempo e con uguale orgoglio, per il sostegno, la solidarietà  e l’impegno che dedicano alla città di Salerno: «Per portarla avanti in un momento difficile per l’Italia, dove non ci sono i soldi neanche per cambiare le lampadine….e noi stiamo facendo miracoli, non solo per cambiare le lampadine, ma anche per avere un po’ di Luci d’Artista, per creare entusiasmo, fiducia, e soprattutto economia», ha concluso sorridendo il Sindaco, scatenando l’applauso dei presenti che affollavano la sala, prima di ripartire per Napoli.
Il professor Rocco Risolia, ha ricordato la nascita dell’Associazione Lucana di Salerno che conta circa 200 soci: «E’nata nel 1987 grazie all’avvocato Paolo Carbone che ebbe l’idea di  far conoscere i cittadini salernitani di origine lucana, residenti in questa provincia da diversi decenni, prima per motivi di studio e di lavoro, poi per una scelta di vita; per creare un luogo di incontro dove ritrovarsi per coltivare cultura e memoria, mantenere saldo il legame con le proprie radici. In tanti aderimmo all’iniziativa perché una delle peculiarità del popolo lucano è quella di conoscere i suoi conterranei, e unirsi a loro, soprattutto fuori dai confini regionali. Questo “richiamo” è valso per le oltre 170 Associazioni e Federazioni lucane sparse in tutto il mondo, dove vivono ancora circa 700 mila lucani, un’altra Basilicata fuori dai confini regionali». Il Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ha sottolineato l’identità ed il legame del popolo lucano con le sue radici e la sua storia «Sono sempre emozionato quando vedo i lucani nel mondo che fanno sventolare con orgoglio e amore la loro bandiera». Il libro di De Filippo, riporta al periodo del Vicereame del Regno di Napoli (1600), alla concessione dei grandi Feudi alle nobili Casate, tra le quali quella dei “Carafa” di Stigliano, (Matera), che hanno avuto in famiglia anche un pontefice, Papa Clemente VII e la  viceregina Anna Carafa. Interessante la ricerca dell’autore sulle risorse dei territori dei paesi limitrofi infeudati, tra i quali Sant’Arcangelo, paese natio del Presidente De Filippo, dove esisteva la famosa “Cavallerizza”, un allevamento dei migliori cavalli del regno e la coltivazione della “bambagia”. Il professor Lucio Attorre, direttore della Casa Editrice Ermes, ha ricordato il grande “dinamismo reale” della gente lucana e  le antiche origini del feudo di Sant’Arcangelo : «Con largo anticipo rispetto alla legge Casati del 1859, nel Feudo  dei Carafa, era fatto obbligo a tutti i figli degli appartenenti al Feudo di frequentare la scuola, istituita nel palazzo principesco».         

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