De Luca: “Orlando candidato alla Regione? Stupidaggini”

Scritto da , 11 luglio 2014

“E’ un’altra stupidaggine: per il resto abbiate fede”: cosi’ Vincenzo De Luca commenta anche al Velino le indiscrezioni che vorrebbero il ministro della Giustizia Andrea Orlando come “papabile” per la candidatura a presidente della Regione Campania per il centrosinistra. Un giudizio netto, tagliente, e una promessa: De Luca sara’ della partita. Il sindaco di Salerno non ne vuol sapere di fare il “passo indietro” e punta alla rivincita delle elezioni del 2010. Non ci sta a farsi da parte, come vorrebbe Matteo Renzi, che ha gia’ indicato ai suoi fedelissimi la sua personale “classifica” del candidato ideale. Al primo posto il magistrato Raffaele Cantone, che pero’ e’ difficile (ma non impossibile) che accetti di scendere in campo per sfidare Stefano Caldoro. Subito dopo lo stesso Orlando (che libererebbe anche una preziosa poltrona di Governo e che e’ tentato, molto tentato, dalla discesa in campo, e che resta in costante contatto con i suoi amici partenopei). Infine, Pina Picierno, che pero’ dovrebbe passare sempre e comunque attraverso le primarie. Che sono il vero incubo di Renzi, per il rischio di contestazioni, veleni e denunce. E alle quali Vincenzo De Luca parteciperebbe in ogni caso. A meno che? In realta’ per “accontentare” De Luca ci sarebbe ancora una possibilita’: il vulcanico primo cittadino avrebbe fatto sapere di essere anche disposto a un passo indietro sulla ricandidatura a Governatore. Il suo desiderio? Ottenere di nuovo quella poltrona di sottosegretario che gli e’ stata sfilata dopo un periodo di inattivita’ di fatto a causa della mancata assegnazione delle deleghe. E a proposito di deleghe, De Luca aspirerebbe a quella alla Coesione Territoriale, attualmente assegnata al viceministro sottosegretario alla Presidenza dei Ministri, Graziano Delrio. Lo stesso Delrio ha visto approvata dal Consiglio dei Ministri, su sua proposta, la nomina di Maria Ludovica Agro’, dirigente generale del ministero dello Sviluppo economico, come primo direttore della neonata Agenzia per la coesione territoriale, che ha come mission il sostegno alle amministrazioni che non riescono a spendere i fondi comunitari. Un fiume immenso di denaro, miliardi e miliardi di euro destinati alle regioni europee piu’ in difficolta’, la maggior parte dei quali finisce per non essere utilizzata. Accontentando De Luca, si eliminerebbe il primo macigno sul gia’ complicato percorso della scelta del candidato governatore del centrosinistra. E su questa prospettiva si registra una divergenza di vedute tra Matteo Renzi e il suo braccio destro Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria del Partito Democratico. Guerini, democristiano nell’animo, propenderebbe per una mediazione; Renzi invece non ne vuol sapere: per lui De Luca e’ solo un problema. Insomma, per il sindaco la prospettiva piu’ probabile sembra quella di una candidatura “non di apparato” alle primarie. Ma a proposito di primarie. A Napoli sono proprio i piu’ accaniti sostenitori di Renzi a temerle. Previste per la fine di ottobre, slitteranno di sicuro all’inizio del prossimo anno. Una mossa che ha l’obiettivo di tentare fino alla fine di trovare un candidato accettato da tutti, che eviti il braccio di ferro. A questa soluzione sta lavorando senza sosta l’area ex popolare del Pd campano, capitanata dal capogruppo in consiglio regionale Lello Topo, che ha gia’ fatto circolare come possibile soluzione unitaria il nome del presidente del Cnr Luigi Nicolais.

 

 

 

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