De Luca, nuovo attacco al Pd. Ma è attesa per la sentenza Termovalorizzatore

Scritto da , 17 gennaio 2015
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di Andrea Pellegrino

Pare si sia rivolto perfino a Napolitano. D’altronde è stato sempre un esponente politico a lui vicino. Questa volta Vincenzo De Luca pare abbia cercato un appuntamento all’ex presidente della Repubblica. Proprio a lui che può dire la sua sulla “sua” Campania. Ieri, tra una polemica e l’altra, il sindaco di Salerno ha proseguito il suo tour elettorale in lungo ed in largo per la provincia, cercando di confermare l’appuntamento delle primarie del primo febbraio per la scelta del candidato Governatore per il Partito democratico, lo stesso partito che ieri ha raso al suolo durante le numerose interviste che ha rilasciato. Sulla proposta Migliore, si dice disponibile affinché l’ex Sel si candidi alle primarie. Ma contesta metodi e scelte. «Migliore candidato? Bene. Formalizzi la richiesta e la trasmetta alla commissione preposta. Poi la commissione deciderà se accoglierla e quindi derogare al regolamento che prevedeva le candidature entro il 24 novembre». Però, prosegue De Luca, «se questo basterà per mettere la parola fine ben venga la candidatura di Migliore». Ma per il sindaco di Salerno la “vergogna Pd” è ai massimi livelli. Tant’è che lui stesso afferma: «Disgustato perché si accosta comunque il mio nome a questa vergogna senza fine». Peccato che De Luca stia tentando fino alla fine di restare in campo, nonostante abbia capito già da un bel po’ che il Pd di lui non vuol sentirne proprio parlare. Ed invece, nonostante tutto il sindaco di Salerno ieri ha proseguito la sua corsa incontrando i sindaci, in particolare Tommaso Pellegrino, nel Vallo di Diano. Lui che ha sempre odiato le primarie (a Salerno non si sono mai celebrate) questa volta le chiede con insistenza, certo probabilmente di poter battere sul campo Cozzolino, Saggese ed ora anche Migliore. Ma dietro l’angolo ci potrebbero essere due insidie: un candidato unico per annullare definitivamente le primarie, con una rosa che vede ancora al suo interno nomi come Orlando, Di Lello ed Enzo Amendola e un’agenda giudiziaria abbastanza corposa, che segna le date del 21 gennaio con l’ultima udienza (e sentenza) sul Termovalorizzatore (il pm ha chiesto per 3 anni per peculato e l’applicazione della Severino) e quella del giorno successivo sulla decadenza, sempre che abbia scelto il suo nuovo avvocato. Per non parlare del Crescent. Ma qui siamo già ad inizio febbraio e la partita potrebbe chiudersi già prima.

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