De Luca non si vede E Renzi incontra Baricco e Guerra

Scritto da , 16 febbraio 2014

di Marta Naddei

All’ombra di palazzo Vecchio, a Firenze, nessuno ha intravisto Vincenzo De Luca. Lì, nella sede del Comune di Firenze, c’era Matteo Renzi che, presumibilmente martedì, giurerà come nuovo presidente del Consiglio. Il segretario nazionale del Pd, infatti, ha trascorso l’intera giornata di ieri ad incontrare alcuni di coloro che potrebbero entrare a far parte della sua squadra di governo: tra questi lo scrittore Alessandro Baricco, accostato al Ministero della cultura, e l’amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra, papabile successore di Flavio Zanonato al Ministero dello sviluppo economico. E Vincenzo De Luca? Del primo cittadino salernitano si sono perse le tracce. Qualcuno aveva ipotizzato una sua fuga a Roma proprio per parlare con Renzi della possibilità di ottenere la titolarità di un dicastero, ma la sosta a Firenze, con tanto di capatina allo stadio Franchi per la partita Fiorentina-Inter, del segretario del Partito Democratico ha escluso questa possibilità. Di ora in ora, il toto-ministri si arricchisce di nuove suggestioni e nuovi nomi, anche se sempre più raro è vedere quello di Vincenzo De Luca figurare nell’elenco dei possibili uomini dell’esecutivo Renzi. Anche perché il futuro premier dovrà barcamenarsi tra le varie componenti alleate al fine di non scontentare nessuno. Tanti sono sì, i nomi nuovi, ma tante saranno anche le riconferme come quelle certe di Emma Bonino agli Esteri, di Beatrice Lorenzin alla Sanità e Andrea Orlando all’Ambiente. In quest’ottica, poi, s’inquadrerebbe la quasi certa riconferma di Maurizio Lupi al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, quello di cui De Luca è sottosegretario. Una ipotesi potrebbe essere quella dello spacchettamento del gigantesco dicastero guidato da Lupi: in sostanza, si potrebbe lasciare le infrastrutture nelle mani dell’esponente di Nuovo Centro Destra e accontentare De Luca con un Ministero ai trasporti, consegnandogli finalmente la tanto agognata delega alla portualità. Tra le altre ipotesi, anche se molto remota, quella della creazione di un Ministero ad hoc per Vincenzo De Luca, che dovrebbe curare i rapporti con il Mezzogiorno: ma anche qui ci sarebbero degli intoppi, a partire dalla volontà di Renzi di fissare ad un massimo di 16 i propri Ministeri. Sedici che significa già cinque dicasteri in meno rispetto a quelli dell’esecutivo Letta appena messo in soffitta. Infine c’è Michele Emiliano, sindaco di Bari, città dalla quale è partita la campagna elettorale di Matteo Renzi per le scorse primarie per la segreteria. E’ lui il principale nemico di Vincenzo De Luca nella corsa al Ministero. Non fosse altro che si tratta di due uomini del Sud, due tipi sanguigni, due radicati al territorio ed entrambi hanno prima odiato e poi amato Matteo Renzi, tornando da lui dopo la parentesi bersaniana delle primarie del 2012. A poter fare la differenza, probabilmente, un rapporto maggiormente consolidato tra il sindaco di Firenze e quello di Bari. Insomma, per Vincenzo De Luca sono ore di attesa. Probabilmente, per il sindaco di Salerno la sofferenza durerà ancora qualche altro giorno, quando Renzi, dopo aver ottenuto l’incarico dal Presidente Giorgio Napolitano, scioglierà le proprie riserve.

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