De Luca? «No, grazie». I parlamentari salernitani a Cinque stelle chiudono la porta aperta dal sindaco

Scritto da , 28 febbraio 2013
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Di De Luca non vogliono saperne. I grillini, eletti e non, salernitani con il primo cittadino del capoluogo non vogliono proprio averci a che fare.
«Chiamateci choosy ma il gruppo parlamentare salernitano del Movimento 5 stelle non vuole sentire parlare di intese con il Pd salernitano sul tanto declamato modello salerno deluchiano», dicono i neo onorevoli e senatori che ricordano anche un vecchio episodio.

“Chi vuole farsi pubblicità con il mio nome mi deve pagare” affermò durante la campagna elettorale delle regionali del 2010 l’allora candidato presidente del Pd Vincenzo De Luca nei confronti del candidato del MoVimento 5 stelle Roberto Fico, che chiedeva solamente un pubblico dibattito tra candidati alla presidenza.

La risposta a quelle offese arriva tre anni dopo dal neo eletto alla Camera Angelo Tofalo: «Il MoVimento 5 stelle non ha prezzo, tutti conoscono in città la questione delle società miste, gestite da dirigenza selezionata solo ed esclusivamente in base all’appartenenza politica e alla fedeltà al loro primo cittadino e non certo scelta in base di reali competenze professionali. Andrebbero azzerati domani mattina tutti i vertici e i consigli di amministrazione delle partecipate e selezionata pubblicamente e in trasparenza la nuova classe dirigente della città».

Per Silvia Giordano «la gestione dell’acqua a Salerno è stata un fallimento, la società Salerno Sistemi è stata accorpata all’interno di una holding privata a capitale pubblico, ignorando del tutto la volontà referendaria».

Per il Senatore Andrea Cioffi la critica è ancora più profonda: «Dal Crescent ai 5 porti cittadini c’è stato un continuo ed indiscriminato consumo del territorio cittadino. Inoltre non si contano più le aree pubbliche date in pasto ad interessi ed alla speculazione privata. I progetti faraonici non conclusi da anni hanno portato soltanto alla sperpero di denaro pubblico. Difficilmente il Sindaco cambierà idea su questi aspetti pertanto la sua apertura è esclusivamente di facciata ma non di sostanza».

Anche per quanto riguarda la trasparenza della pubblica amministrazione e la partecipazione dei cittadini, il Comune di Salerno – per il Movimento 5 stelle – è all’anno zero: «Stiamo aspettando da 20 anni il regolamento per poter permettere ai salernitani di esprimere la propria opinione attraverso referendum cittadini – afferma Mimmo Pisano -, inoltre in consiglio comunale ci è vietata la diretta streaming e ogni qual volta si è cercato di effettuare riprese ci è stato proibito senza alcuna motivazione». Invece di pagare i fornitori di servizi, il comune impiega fondi pubblici in manifestazioni quantomeno discutibili visto la grande crisi che stiamo vivendo. «Non è possibile più spendere 3 milioni di euro per le luminarie di Natale e lasciare le aziende creditrici verso il Comune alla disperazione, ad attendere pagamenti che oramai hanno raggiunto tempistiche da quarto mondo». Tutta la pattuglia neo parlamentare del 5 stelle ci tiene a sottolineare che il modello Salerno tanto decantato da Vincenzo de Luca non esiste ed è fallimentare in molti dei suoi aspetti.

 

28 febbraio 2013

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