De Luca: Migrazione sanitaria da 300 milioni l’anno

Scritto da , 7 gennaio 2015
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Ha trascorso la mattinata dell’Epifania con i bimbi ricoverati nel reparto di pediatria del Ruggi prima di attaccare nuovamente la Regione Campania. Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, ieri mattina, ha rispettato la tradizione facendo visita ai piccoli degenti della struttura ospedaliera salernitana, portando loro doni e dolciumi. «E’ un appuntamento tradizionale che si rinnova ogni anno – ha detto il primo cittadino – e, oltre ad essere un’occasione per portare un saluto ai bimbi ricoverati qui ed alle loro famiglie, è anche un momento per ringraziare il personale medico-infermieristico impegnato in un reparto particolarmente delicato. D’altronde – ha ricordato De Luca – quest’anno ci sono stati episodi di grande umanità e solidarietà, con lo sbarco di tanti baimbi provenienti da tormentate zone del mondo». Una circostanza, per il sindaco di Salerno, di fare il punto della situazione sulla sanità regionale. Tra i temi del programma elettorale di De Luca, infatti, ci sarà anche quello sanitario perché – ritiene il primo cittadino – «non si intravede un minimo di organizzazione sanitaria, né per il pubblico né per il privato, con la Regione che ha disposizione 10 miliardi di euro. Ogni anno – ha poi sottolineato – ci ritroviamo ad ottobre con le strutture che hanno sforato i tetti di spesa e le persone sono costrette a pagare di tasca propria analisi e cure che, fin quando si tratta di questioni semplici potrebbe anche passare, ma non quando c’è in gioco la vita delle persone». Tra gli aspetti del problema toccati da De Luca quello della migrazione sanitaria dalla Campania verso le altre regioni d’Italia con un esborso annuo di 300 milioni di euro. «La Campania – ha specificato il primo cittadino – finanzia le altre regioni. Non abbiamo minimamente intaccato, in questi cinque anni, il debito per la migrazione sanitaria passiva: ovvero, quei soldi che spendiamo perché tanti cittadini campani decidono di andare a curarsi in altre parti d’Italia. Eppure – prosegue De Luca – abbiamo capacità ed eccellenze per essere attrattori di pazienti che potrebbero decidere di venire a curarsi qui da noi». Il succo, per Vincenzo De Luca, è che non vi sia «alcuna idea di programmazione, anzi. In Regione Campania c’è l’idea che il comparto sanitario sia uno dei principali comparti, non voglio dire a gestione clientelare perché siamo ancora vicini a Natale, ma ad uso improprio delle istituzioni pubbliche». Paolo Simononi

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