De Luca: «Legge contro di me? Terrorizzati dalla mia candidatura»

Scritto da , 25 luglio 2014

«Si stanno preoccupando molto della mia modesta persona. Sono talmente terrorizzati da una mia possibile candidatura che stanno preparando alla leggina per bloccarmi». Vincenzo De Luca risponde così – da Liratv – alla decisione del centrodestra che ha approvato, in commissione alla Regione, un emendamento che inserisce una serie di ineleggibilità per Palazzo Santa Lucia  Tra queste norme anche quella collegata ai sindaci con più di 5.000 abitanti. Che impone, qualora De Luca decidesse di candidarsi, al sindaco di Salerno di dimettersi sei mesi prima delle elezioni. Cioè almeno a novembre di quest’anno. «Stanno preparando una leggina – insiste De Luca – con la quale chi è sindaco di un comune che supera i 5mila abitanti si deve dimettere 6 mesi prima. Hanno talmente paura che qualcuno possa voltare pagina in questa Regione e farlo non sulla base dei sospiri, delle poesie, del giovanilismo a tempo perso o del finto rinnovamento, ma sulla base di quello che ha fatto. Sono terrorizzati, anzi sono carucci e a loro va tutta la mia solidarietà. State sereni amici miei e pensate alla salute»

 

LA SEGRETARIA DEMOCRAT – «E’ una vergogna – sostiene Assunta Tartaglione, responsabile regionale del Pd – che il centrodestra stia pensando a leggi contra personam per evitare ai sindaci di candidarsi. Caldoro dovrebbe stimolare i propri consiglieri a fare qualcosa per i cittadini, dovrebbero pensare al disastro della sanita’, ai trasporti falliti, al lavoro che non c’e’, ai fondi europei persi piuttosto che elaborare escamotage di carattere elettorale per cercare di impedire candidature importanti».

I PROMOTORI – «Il perché abbiamo proposto la norma sulla incandidabilita’ dei sindaci delle grandi città alle Regionali è semplice, e la risposta rinvia ai loro poteri e ai loro strumenti. Una ratio, ci pare, facilmente comprensibile». Lo affermano i consiglieri regionali campani Gennaro Nocera (capogruppo Forza Italia) e Giuseppe Maisto (Capogruppo Caldoro presidente). «Tuttavia, visto che questa norma può compromettere i già precari equilibri interni nel Pd – aggiungono – nessun problema: chiederemo al presidente Stefano Caldoro di modificarla prevedendo l’incompatibilità di carica di sindaco del primo cittadino al momento della sua candidatura».

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