De Luca jr in segreteria, Salerno fa quadrato. La rivolta dei giovani democrat napoletani

Scritto da , 11 agosto 2017
di Andrea Pellegrino
Non si placano le polemiche sulla nomina di Piero De Luca all’interno della segreteria regionale del Partito democratico. A storcere il naso sono soprattutto i napoletani che parlano di un “colpo di mano” del governatore Vincenzo, papà di Piero.
La polemica viaggia soprattutto sui social, compreso nel gruppo “Comitato 30” costituito da renziani di ferro (o forse ex), Tommaso Ederoclite e Luciano Crolla. «Il problema reale – scrive, appunto, Ederoclite – non sono le competenze o il merito di Piero De Luca, conosco molti “camerieri” di ministri e consiglieri regionali con molti meno titoli e meriti. L’errore è il messaggio che dai ai militanti e all’opinione pubblica con quella scelta: pur di far passare tuo figlio penalizzi persone politicamente valide che ti stanno vicino, ti metti contro il partito in quanto scelta “imposta”, e rovini ulteriormente il tuo rapporto con l’opinione pubblica, già di molto deteriorato. Piero è bravo politicamente, io lo valuto per quello, ma la scelta fatta oggi non la condivido. Mette in difficoltà tutti, sopratutto Piero».
Da Salerno, però, è partita la controffensiva con i militanti (deluchiani) che fin da subito si sono precipitati a pubblicare post in favore del primogenito del governatore. «Ci sono tanti “figli di” (e non solo in politica) che sono rimasti tali e tanti altri che hanno fatto la storia. Piero farà la storia», scrive Giuseppe Lanzara, che a Pontecagnano Faiano studia per ritentare la candidatura a sindaco. Critico, invece, il democrat Antonio Bruno: «Non condivido il familismo, pratica ampiamente e trasversalmente diffusa ma non per questo da accettare. I figli dei politici non devono essere penalizzati nel fare politica, ma esiste l’opportunità di farla quando i genitori vanno in pensione. Contemporaneamente é una pratica che non condivido pur sostenendo De Luca».
Il consigliere comunale di Salerno, Rocco Galdi, invece, scende in campo a favore di De Luca jr: «Essere il “figlio di” non significa a priori che una persona non possa ricoprire incarichi, soprattutto se ha dimostrato con i fatti un percorso di impegno sul territorio. Oggi più che mai dobbiamo essere operativi e vicini ai cittadini per risolvere le problematiche che giorno dopo giorno affrontiamo con il nostro operato. Pensiamo a cose serie e non a stupide polemiche che non ci fanno crescere e guardare al futuro». Ed anche il presidente del consiglio comunale del capoluogo, Alessandro Ferrara, scrive: «Personalmente ritengo che sia il giusto riconoscimento per quanto fatto in questi anni per il Partito. Sono sicuro che, da persona valida qual è, saprà lavorare bene e saprà contribuire alla crescita della nostra comunità».

Ma lo scontro Napoli – Salerno potrebbe proseguire, senza sosta, anche durante la settimana di Ferragosto. D’altronde questa è una estate elettorale e Piero De Luca ha sempre più voglia di approdare a Montecitorio.

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