De Luca: in Campania “metodo lavoro” Salerno. Napoli è capitale

Scritto da , 11 giugno 2015

Applicare in Campania il “metodo di lavoro” sperimentato aSalerno e puntare su Napoli come grande capitale mondiale e “uno dei centri dell’umanesimo nel mondo” seguendo l’imperativo categorico di essere “uomini liberi” senza padrini (ovvero “senza la camorra”) e senza padroni (ovvero “senza gruppi di potere”). Questa la “ricetta” che il presidente eletto della Campania, Vincenzo De Luca, vuole utilizzare per governare la più grande regione del Mezzogiorno e la seconda in Italia. In una lunga intervista pubblicata oggi da “Panorama”, De Luca risponde così alla domanda su come sia possibile utilizzare in una regione con quasi sei milioni di abitanti le dinamiche sperimentate in una città di 130mila.
“A Salerno dico ‘combattiamo i cafoni perché dobbiamo essere civili’, a Napoli dico ‘combattiamo il pulcinellismo, perché dobbiamo essere rigorosi’. Punto. Per il resto Napoli per chiunque abbia senso della storia, oltre che avere un minimo di cultura, non può che essere una grande capitale mondiale e uno dei centri dell’umanesimo al mondo. Ha un tale patrimonio che non si può non amare questa città. Ma amarla significa anche correggere le deformazioni e le degenerazioni con estremo rigore”. Esportare un sistema di governo, per De Luca è possibile, perché, sottolinea, “non c’entra la dimensione: c’entra il metodo di lavoro” che equivale a dire “innanzitutto essere uomini liberi, senza padroni e senza padrini. Dunque senza la camorra alle spalle, i padrini, e senza gruppi di potere ai quali dover rispondere, cioè i padroni”.
E, mettendosi nei panni del primo cittadino di Napoli, suggerisce di partire subito con il “chiudere la scandalosa vicenda del commissariamento del porto di Napoli, una vergogna assoluta. È un esempio di come il punto centrale sia la libertà. Se tu sei vincolato a logiche di partito per nominare un presidente… ma lei immagina De Luca che non nomina il presidente dell’Autorità portuale perché uno lo chiama e gli dice: ‘Senti, ma c’è questo della mia corrente?’. Ma chi se ne fotte! Pensiamo al lavoro, pensiamo alle imprese. Dopodiché, oggi la realtà del porto di Napoli è che ha perso 150 milioni di euro di fondi europei: è un autentico delitto nei confronti della cittadinanza”.

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