De Luca e la “chiattona”: è caciara

Scritto da , 25 marzo 2017
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di Andrea Pellegrino

Finisce in “caciara” il Consiglio regionale della Campania. L’obiettivo di Vincenzo De Luca è Valeria Ciarambino che nel post seduta, durante una intervista, con tanto di risata collettiva, viene definita “chiattona”. Il governatore, dunque, aggiorna l’archivio del “politicamente scorretto” e va giù duro contro il Movimento Cinque Stelle e il loro capogruppo regionale. «C’è una signora che disturba anche quando sta a cento metri di distanza. Questa chiattona». In precedenza c’era stata la protesta dei consiglieri regionali del Movimento: “Siamo in Delucrazia” avevano scritto su cartelli esposti al termine della votazione al collegato alla legge di stabilità regionale. «Condanniamo l’epiteto sessista e volgare adoperato dal presidente De Luca e indirizzato contro la persona di Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 Stelle a margine del Consiglio regionale della Campania. Un episodio vergognoso che non ci meraviglia quando si tratta di un personaggio squalificato come è il presidente De Luca. A Valeria Ciarambino va la solidarietà del gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle  – fanno sapere dal gruppo – De Luca infastidito dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle ha chiamato Ciarambino ‘Chiattona’. Un insulto adoperato con violenza tra le risate di alcuni componenti della maggioranza tra cui il consigliere Francesco Borrelli – è il segno fortissimo del loro nervosismo e della difficoltà estrema in cui si trovano davanti all’azione politica del Movimento 5 Stelle. Stigmatizziamo l’indegno episodio ed esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà».

Quanto al Collegato alla stabilità regionale per il 2017,  il testo di legge è stato approvato con 32 voti favorevoli e 14 contrari, su 46 votanti.  Il provvedimento è stato introdotto all’esame dell’aula dal presidente della Commissione Bilancio Francesco Picarone che ha sottolineato:  «il Collegato è un provvedimento che pone in essere misure ed interventi finalizzati allo sviluppo, all’efficientamento amministrativo, alla razionalizzazione delle spese, alla tutela della salute, alla promozione dell’occupazione giovanile attraverso l’imprenditoria agricola giovanile,  a sostegno delle attività produttive ed artigianali»,  ha sottolineato ricordando: «l’importante lavoro svolto dalla Commissione». Prima di procedere alle votazioni, si è svolto il dibattito consiliare: «Il Collegato ha un impatto molto ridotto ed anche la questione di fiducia posta in maniera così drammatica è fuori luogo perché le opposizioni avevano presentato solo duecento emendamenti – ha detto il capo dell’opposizione di centrodestra Stefano Caldoro – sottolineando che «il ricorso alla questione di fiducia si giustifica solo se si tratta di provvedimenti urgenti o gravati da migliaia di emendamenti, caratteristiche che questo Collegato non ha.  La verità è, invece, che la fiducia viene posta per tenere compatta la maggioranza». «Nel Collegato c’è una visione di sviluppo strategico per l’economia della nostra regione che si traduce in disposizioni in materia di economia e bonifica montana e per settori agricoli specifici come il nuovo modello di gestione dei castagneti e la valorizzazione del limone di Sorrento IGP estendendo le colture in altri comuni interessati» – ha sottolineato il consigliere segretario dell’ufficio di presidenza Vincenzo Maraio (Campania Libera, Psi, Davvero Verdi) che ha anche evidenziato «le importanti misure adottate nei settori della mobilità, contro la violenza sulle donne e a sostegno dell’artigianato di qualità che diventa filiera dell’artigianato di qualità attraverso le ‘botteghe-scuola’ mettendo a disposizione beni immobili regionali».

«Si vota la fiducia che denota la sfiducia da parte della stessa maggioranza e scrive la peggiore pagina di questa legislatura – ha detto la capogruppo del M5S Valeria Ciarambino – perché questo Collegato annienta le prerogative dei consiglieri regionali e le ragioni della trasparenza e del dibattito democratico. In Commissione bilancio – ha continuato –  il M5S, che aveva presentato settanta emendamenti di merito tutti a favore dei cittadini, ha rifiutato il metodo spartitorio che gli era stato proposto dalla maggioranza e condiviso dal centrodestra, confermando che il nostro movimento è l’unica opposizione in questo Consiglio regionale».  «Questo Collegato è ‘spazzaproposte’ perché ha fatto fuori tutto il nostro lavoro positivo e costruttivo – ha detto la consigliera Monica Paolino (FI) – infatti i nostri emendamenti andavano nella direzione dello sviluppo e dell’occupazione. Ad esempio, sui Consorzi di bonifica avevamo proposto di adeguare la normativa vigente a quanto già sancito dalla Corte di Cassazione a sezioni unite per escludere dal pagamento i Comuni per i quali si tratta di un’imposta illegittima».

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