De Luca cerca nuovo sponsor politico ed assolda Lettieri

Scritto da , 14 Dicembre 2016
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di Andrea Pellegrino

Respinta la mozione di sfiducia, come prevedibile e senza sorprese, nei confronti del governatore della Campania Vincenzo De Luca, resta aperta la partita politica. Sia a livello regionale che nazionale. Per venerdì a Roma dovrebbe essere completato il governo con la nomina dei sottosegretari, nel mentre il Partito democratico domenica s’organizzerà su congresso e primarie. Ed è in questo solco che Vincenzo De Luca, perso il sostegno di Matteo Renzi, cerca un nuovo sponsor. Si dice che gli ambasciatori stiano lavorando intorno a Carlo Calenda, ministro dello sviluppo economico, pupillo di Montezemolo. Sullo sfondo qui in Campania, a proposito di imprenditori, c’è Gianni Lettieri sempre più pronto a schierarsi ufficialmente al fianco di De Luca. Si parla anche di un possibile incarico politico che il patron de “Le Cotoniere” potrebbe ricevere dal governatore da qui a breve. Anche se non si escludono ripercussioni politiche, soprattutto da parte del Partito democratico della Campania e del gruppo consiliare democrat che spinge per un cambio di rotta all’interno dell’esecutivo regionale. Lello Topo e Mario Casillo, in particolare, avrebbero già presentato il conto al governatore. In particolare vorrebbero entrare in giunta. Dalla sua Tommaso Casillo, esponente del Pd e vice presidente del Consiglio regionale della Campania, ha ammesso di aver sostenuto il no. Lui fino a qualche settimana fa era nella rosa dei possibili assessori politici dell’esecutivo De Luca. «Era impossibile che vincesse il Sì. In ogni caso con il mio voto non avrei cambiato l’esito» – dice Tommaso Casillo. Ma il suo non è l’unico No al referendum di esponenti del Pd. Molti componenti della sinistra del partito hanno scelto di non seguire la linea renziana, e anche molti esponenti di area Dem, attualmente non più con cariche elettive, hanno votato No. In aula consiliare, ieri mattina, nonostante il voto favorevole che ha respinto la mozione di sfiducia (Pasquale Sommese di Ncd era assente), Vincenzo De Luca non ha nascosto tutto il suo nervosismo. «Se la tendenza è quella di usare la sfiducia per fare propaganda politica, chiedo ai gruppi di maggioranza di fare tesoro di questa esperienza e di andare avanti coi voti di fiducia, così non perdiamo tempo – dice De Luca – Abbiamo preso atto che chi ha presentato la mozione di sfiducia non era interessato a sfiduciare il presidente ma a compiere un atto di propaganda politica. Ne prendiamo atto. La mozione di sfiducia si presenta per far cadere il presidente, sciogliere il Consiglio e andare a votare. E ringrazio i Cinque Stelle che ci hanno garantito lo stipendio bocciando il referendum. Ho avuto un turbamento nel vedere che il Presidente della Repubblica riceveva ben 17 gruppi parlamentari. Abbiamo assistito a una liturgia eterna con gruppi parlamentari che rappresentavano solo se stessi, mancava solo la rappresentanza dei guardamacchine abusivi». Al Nazareno girerebbero delle rilevazioni commissionate da alcuni esponenti del partito democratico all’indomani della sconfitta referendaria. Il sondaggio riservato al giglio magico mostrerebbe tutte le criticità. Tra queste figurerebbe proprio Vincenzo De Luca, reo politico di aver condizionato (in negativo) la battaglia politica nazionale di Matteo Renzi pro riforma, con l’aggravante, poi, di aver perso anche nella sua Campania e nella sua Salerno. Un dato peggiore che l’ex premier avrebbe incassato, nonostante gli sforzi, che supererebbe anche quello della Puglia dell’ostile Emiliano. E questo sarebbe uno dei motivi che avrebbe allontanato Renzi ed il suo entourage (perfino Luca Lotti) dal gruppo deluchiano, ora alla ricerca di una nuova copertura politica all’interno dei democrat. Difficile l’aggancio con Dario Franceschini che qui a Salerno punt e r e b b e sull’ex senatore Alfonso Andria, indicato, tra l’altro anche come possibile componente del governo, nel ruolo di sottosegretario. Ma la situazione è estremamente fluida e se si dovessero intravedere le elezioni nazionali all’orizzonte il quadro politico cambierebbe ulteriormente. Con un elemento però abbastanza chiaro: stavolta Vincenzo De Luca non giocherà la partita da protagonista

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