De Luca cerca la riconferma: sfida a otto per l’ambito titolo

Scritto da , 23 Agosto 2020
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Sono oltre 120 le liste presentate complessivamente nelle cinque province della Campania per le Regionali del 20 e 21 settembre. Di queste 27 a Napoli, come a Caserta, 23 ad Avellino, Benevento e Salerno. Un esercito composto da piu’ 1.000 candidati, in campo per conquistare uno dei 50 scranni a Palazzo Santa Lucia. Per la presidenza della Regione, la partita è a otto: il governatore uscente Vincenzo De Luca è in cerca della riconferma ma dorvà sfidare, ancora una volta, Stefano Caldoro (centrodestra). A tentare di conquistare l’ambito titolo di presidente anche Valeria Ciarambino (M5s), Giuliano Granato (Potere al popolo), Luca Saltalamacchia (Terra), Sergio Angrisano (Terzo Polo), Gabriele Nappi (Naturalismo) e Giuseppe Cirillo (Partito delle buone maniere). Nonostante un paio di accorpamenti, sono 15 le liste che, nelle singole province, sostengono il governatore in carica. Un arcobaleno politico che tiene insieme esponenti di sinistra, transfughi del centrodestra, moderati ed ex sostenitori del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che dopo un lungo tentennamento ha scelto di non partecipare alla contesa con il suo movimento demA. A Salerno ci sara’ nel centrosinistra Luca Cascone, indagato a Napoli nell’inchiesta legata all’aggiudicazione di appalti per la costruzione degli ospedali Covid. Centro democratico schiera Giovanni Mensorio, figlio dell’onorevole Carmine, coinvolto in inchieste giudiziarie nel periodo di Tangentopoli e morto suicida nel 1996. Per confermarsi primo partito, come accadde 5 anni fa, il Pd punta forte sugli uscenti, quasi tutti ricandidati. Il centrodestra schiera 6 liste per Caldoro. La Lega, per la prima volta con liste, si affida agli ex FI Severino Nappi e Gianpiero Zinzi, oltre all’ex rettore di Salerno Aurelio Tommasetti per superare il 20% sfiorato alle Europee. Forza Italia perde esponenti di spicco come Armando Cesaro, fuori dalla lista dopo il veto della Lega, e Flora Beneduce, passata con De Luca tra le polemiche. La lista Caldoro presidente, gia’ accorpata con l’Udc, sconta due defezioni dell’ultim’ora ad Avellino: dopo aver appreso di essere stati retrocessi al terzo e quarto posto, Ugo Maggi e Maddalena Di Ianni decidono infatti di ritirare la propria candidatura. Dopo il dialogo saltato con il Pd, il M5s riparte dal 17% del 2015 e si affida nuovamente a Valeria Ciarambino per rompere l’alternanza tra De Luca e Caldoro, che va avanti dal 2010.

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