De Luca, altri ordini a Napoli: «Liberare il Corso dai venditori ambulanti abusivi»

Scritto da , 27 giugno 2015

di Andrea Pellegrino

Dalla lotta alle prostitute agli immigrati. Vincenzo De Luca, dalla consueta tribuna televisiva del venerdì, lancia un nuovo appello al sindaco Enzo Napoli. Dopo i blitz lungo la litoranea cittadina, scattati poche ore dopo la segnalazione del neo governatore della Campania, ora l’attenzione di Vincenzo De Luca si sposta verso gli immigrati. E soprattutto verso il fenomeno dei venditori abusivi lungo corso Vittorio Emanuele. «Siamo tornati ad uscire di notte con le pattuglie – dice De Luca riferendosi ai blitz contro la prostituzione – ed abbiamo liberato la zona orientale della città. Ora – aggiunge – mi permetto una nuova segnalazione, estesa anche alle forze di polizia e alla guardia di finanza: non possiamo assistere più lunghe distese di tappeti al corso Vittorio Emanuele. Non va bene e stiamo perdendo la pazienza. Appello anche alle forze dell’ordine rispetto a qualche nigeriano che è venuto a Salerno a fare i suoi comodi: se occorrono misure restrittive mettiamole in campo». De Luca, dunque, annuncia il pugno di ferro contro l’immigrazione clandestina. La scorsa mattina, in qualità di presidente della Regione Campania, ha preso parte al vertice con Matteo Renzi. «E’ giunto il momento di predisporre – dice – leggi che consentano di affrontare meglio il problema degli immigrati. Ci sono molti che vengono in Italia a fare il proprio comodo. Penso agli ambulanti, agli sfruttatori e a coloro che creano fastidio agli incroci e ai semafori della città. Tutto questo – prosegue il neo governatore – crea problemi di sicurezza e genera tensioni all’interno delle città. Se si combattesse questo fenomeno sarebbe più semplice accogliere coloro che realmente vengono in Italia per richiedere asilo. Se tutti rispettassero le leggi non sarebbe un problema trovare una giusta collocazione a coloro che giungono in Italia. Insomma, sì all’accoglienza ma non all’ingresso di immigrati clandestini che creano problemi nelle nostre città».

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