De Luca al forum Ambrosetti: «Sono pronto ad accogliere le pecorelle smarrite»

Scritto da , 9 Settembre 2019
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di Andrea Pellegrino

«Sono pronto ad accogliere tutte le pecorelle smarrite, basta che non mi rompano le scatole». Vincenzo De Luca da Cernobbio, al forum Ambrosetti, non risparmia battute al Movimento 5 Stelle. «Se hanno trovato le competenze per governare? Non credo. Credo stiano facendo un percorso di redenzione. E noi dobbiamo accompagnarli nel loro percorso di redenzione», ironizza il governatore della Campania alla vigilia del voto di fiducia sul nuovo governo giallorosso. «Facciamo lavorare questo governo, almeno dal punto di vista delle scelte che riguardano l’Europa penso che sia un governo che ha recuperato una credibilità e una dignità», dice De Luca che confessa però: «Al posto del segretario del Pd, Nicola Zingaretti avrei fatto un governo ma avrei accentuato gli elementi di identità del Pd. Avrei sottolineato la necessità di avere un piano di lavoro per il sud, un piano di sicurezza urbana e una riforma della giustizia coraggiosa». Ma ancora sui Cinque Stelle: «Bisogna pretendere un’operazione verità nei confronti degli italiani. Un elemento di malessere è che dopo dieci anni di scontri adesso sembra che siano tutti d’accordo. Mi auguro che il M5S dica che fino ad ora ci sono state solo bugie. Una cosa è scendere in piazza, un’altra Governare Paese. A me piacerebbe che dessero una spiegazione agli italiani. Abbiamo avuto un decennio di banalizzazione dei problemi con un clima di violenza verbale. Parlavano di onestà e poi ci siamo ritrovati condoni fiscali ed edilizi e la negoziazione di elementi di principio». Sui temi, invece, critica quota 100 ma apre all’autonomia. «Devo dire, per non mancare di rispetto agli amici del Nord e della Lega, che anche il Capitano non è stato da meno nel senso che una delle misure simbolo del governo appena estintosi, Quota cento, ha contenuti di demenzialità per lo meno pari al reddito di cittadinanza», incalza De Luca. Sull’autonomia, invece: «L’importante è non toccare la scuola e la sanità pubbliche e poi difendere le ragioni del Sud». «Accetto fino in fondo la sfida dell’efficienza – ha detto – dobbiamo fare la battaglia del pulcinellismo nel Sud contro le aree di clientela politica del sud e contro la cialtorneria». «Anziché partire dalle riforme costituzionali – ha concluso il governatore – diamoci obiettivi calibrati su quello che è possibile, oggi è possibile un’operazione di sburocratizzazione radicale nell’interesse delle nostra comunità».

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