De Luca: «Firmo tutto io». Martusciello: «Vecchi spot».

Scritto da , 8 luglio 2015

Il governatore si “berlusconizza” e sfida la magistratura: «Un avviso di garanzia non mi cambia la vita»

di Andrea Pellegrino

«Firmo tutto io». Vincenzo De Luca a Bagnoli lancia la sua nuova sfida, tanto alla burocrazia quanto all’autorità giudiziaria. «Un avviso di garanzia in più – dice il governatore – non mi cambia nulla, sperando di non giocare troppo la Severino, altrimenti ci facciamo male». Dunque il presidente della Regione Campania inaugura il suo nuovo spot in chiave berlusconiana, come ricorda l’eurodeputato Fulvio Martusciello che nel commentare le dichiarazioni di De Luca, dice: «Mi ricorda lo slogan di Emiddio Novi durante la campagna elettorale del 1997». Ma ieri mattina a Città della Scienza le “berlusconate” non sono finite qui. Infatti il neo governatore per godere della vista di una giovane donna seduta in prima fila ha fatto predisporre una diversa collocazione di un monitor posizionato sul banco dei relatori. Un simpatico siparietto che non è passato inosservato ed anche questo di berlusconiana memoria.
Al suo fianco anche il ministro alle infrastrutture Graziano Delrio che ha conosciuto anche il nuovo assessore regionale ll’internazionalizzazione e start up Valeria Fascione che commentando la nomina ha detto: «De Luca mi ha chiesto di essere concreta». L’occasione è stata la premiazione del progetto vincitore del concorso internazionale bandito per la ricostruzione di Città della Scienza e vinto da due architetti italiani under 32. «Ora bruceremo i tempi», ha assicurato De Luca che punta sull’area di Bagnoli come prima sfida per la ripartenza della Regione Campania. Ad aggiudicarsi la gara pubblica, prevista dall’accordo di programma quadro siglato lo scorso 14 agosto, è il raggruppamento di imprese italiane composto da Stige&Partners, Icaro e Dinamicamente architetti, insieme con gli architetti Nicola Marchetti, Alfredo Postiglione, Salvatore De Lucia, Valerio Ciotola e Andrea Guazzieri. Gli ultimi due, uno napoletano e uno veneziano, hanno elaborato il progetto iniziale, che ha superato la prima fase e che si caratterizza per una successione di sale che superano la classica concezione del museo e danno l’immagine di un grande luogo di aggregazione e di confronto. L’esterno della struttura, rivestita di cemento e tufo, presenta dei fori che, guardando dal waterfront, richiamano l’evento del rogo. «E’ la dimostrazione che qui si possono fare concorsi trasparenti e che vince la qualità – sottolinea il ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio – occorre fiducia nel chiamare al servizio del Paese le giovani intelligenze, garantendo loro che non vinceranno per una raccomandazione ma perché hanno buone idee». Il governatore, invece, ha invitato la platea a immaginare l’utilizzazione di progetti di finanza, una trasformazione urbana che abbia “segni di grande architettura contemporanea», una nuova bellezza in equilibrio fra il costruito e l’ambiente e, quindi, a «immaginare che ricaduta può avere questo per decenni come possibilità di dare lavoro di creare opportunità per migliaia di giovani tecnici progettisti che oggi devono andare a lavorare fuori d’Italia». Paese che per il governatore è «il peggiore al mondo per chi voglia praticare architettura e trasformazione urbana». Nemica giurata da sconfiggere è, in questo senso, per De Luca la sottocultura della mummificazione del territorio e dello pseduo ambientalismo. «Io sono duramente polemico. Stiamo impoverendo la sensibilità di intere generazioni», aggiunge De Luca per il quale «vanno bene Palazzo Vecchio ed il Colosseo» ma «serve avere il coraggio di innovare, perché da sempre l’urbanistica ha creato una ferita dei territori eppur oggi «si apprezza quanto fatto nell’antica Roma». E poi, aggiunge, «anche Mozart quando lo hai sentito 300 volte forse ti farà addormentare…».

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