Ddl Zan, la battaglia di civiltà per tutt3

Scritto da , 29 Ottobre 2021
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di Erika Noschese

Non un passo indietro. Non sul Ddl Zan, non quando parliamo di diritti e libertà. Mercoledì, nell’aula del Senato, è stata scritta l’ennesima triste pagina per un Paese che – in termini di civiltà – non riesce a fare passi in avanti, soprattutto quando ci troviamo a fare i conti con l’omotransfobia. L’iter del Ddl Zan si è fermato al senato, mercoledì, tra cori da stadio, abbracci e grida di felicità. Atteggiamento inqualificabile per chi dovrebbe invece rappresentare l’Italia e gli italiani. L’Aula di Palazzo Madama, con voto segreto, si è espressa a favore della cosiddetta “tagliola” che ha fatto saltare l’esame degli articoli ed emendamenti al testo. A favore della tagliola, chiesta da Lega e Fratelli d’Italia, hanno votato 154 senatori, mentre 131 hanno detto no e due si sono astenuti: ad affossare la legge sono quindi 23 voti. “La vigliaccheria di pochi ha affossato una legge che avrebbe previsto tutele e diritti per molti”. Parla così Francesco Napoli presidente Arcigay Salerno, commentando quanto accaduto in Senato. “L’esultanza a cui abbiamo assistito dovrebbe far rabbrividire chiunque, cittadine e cittadini di questo Paese. Uno spettacolo da tifoseria indecoroso tanto più perché frutto di scelte esclusivamente egoistichs da parte di alcune forze politiche sulla palle di persone discriminante, fragili e vulnerabili. Oggi hanno vinto gli omofobi, che saranno ancora più legittimati a generare dolore e sofferenze indicibili – ha aggiunto il presidente Napoli – Fin dalla sua calendarizzazione alla Camera, e proprio questo era il segnale, sapevamo di essere di fronte ad un percorso difficile, tuttavia fino alla fine abbiamo sperato e lavorato affinché il legislatore comprendesse l’urgenza di una buona legge contro i crimini d’odio e che al contempo prevedesse azioni positive, educative e di sensibilizzazione, per il contrasto ad ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti delle persone lgbti+, delle donne e delle persone con disabilità – prosegue Napoli. Abbiamo ascoltato in questi mesi ogni forma di strumentalizzazione e menzogna intorno a questo tema”. Il presidente di Arcigay Salerno ribadisce dunque che “il ddl zan non era altro che la sistematizzazione ed estensione di aspetti giuridici già presenti nel nostro ordinamento. Di fatto il Parlamento smentisce se stesso, smentisce decenni di giurisprudenza, sentenze della Corte Costituzionale e riforme che sono già in vigore, a partire dalla Buona Scuola. Non andremo a caccia di franchi tiratori, perché chi ha bloccato questa legge non sta solo in Parlamento, ma sta anche nella indolenza di troppi, nelle ortodossie di una certa parte del mondo cattolico, nel mercanteggio della politica di basso profilo. Usciamo sconfitti da questa battaglia, sebbene questa legge già fosse stata oggetto di mediazioni alla Camera e quindi di fatto già in parte snaturatoa. Tuttavia siamo orgogliose ed orgogliosi di non aver ceduto su questioni fondamentali, dalla tutela delle persone trans alla necessità che i luoghi dell’educazione e dell’istruzione fossero investiti di una responsabilità diretta nella promozione di uguaglianze e sane relazioni. La battaglia dunque continua – conclude Francesco Napoli – nelle organizzazioni, nelle piazze, nei luoghi della politica, nei luoghi e nei contesti di comunità. Una legge serve per sancire e definire le regole comuni, ma per cambiare la mentalità occorre l’impegno responsabile e coraggioso di tutte e tutti. Una ribellione quotidiana ad ogni insulto, sorrisetto, offesa, violenza e discriminazione ovunque questi atti si compiano”. Parla di “brutta pagina”, il segretario nazionale del Psi Enzo Maraio: E’ stato bloccato un provvedimento di civiltà per il nostro Paese, utilizzando il mezzuccio procedurale della tagliola. Ha prevalso la vigliaccheria di pochi verso una legge di molti e il sentimento di modernità degli italiani – ha detto Maraio – Sui diritti delle persone il Senato ha scritto una pagina molto brutta. Poi si ragioni sulle responsabilità”. Nei giorni scorsi ha invece puntato il dito contro “la destra sovranista” Piero De Luca, vicepresidente del Gruppo dei deputati del Pd: “Una brutta pagina, al Senato. Bloccando il Ddl Zan, la destra sovranista ha fatto perdere al Paese l’occasione di diventare più civile e giusto, rispetto al contrasto di discriminazione, odio e violenza per l’orientamento sessuale. Il Partito democratico continuerà questa battaglia”. Nei mesi scorsi, da Salerno la battaglia per l’approvazione della legge. Tra i presenti in piazza anche Paola De Roberto, assessore alle Politiche sociali del Comune di Salerno: “Certamente il Ddl Zan potevamo ritenerlo “perfettibile” al pari di tanti altri disegni di legge, ma indubbio era e rimane il suo altissimo valore di atto legislativo volto a tutelare indiscutibilmente due preziosissimi diritti universali, il diritto alla libertà ed il diritto alla felicità. Ecco perché, a prescindere da valutazioni più strettamente di strategia parlamentare, sento in questa circostanza l’esigenza di dover fortemente stigmatizzare, dissociandomene, la pericolosa testimonianza di quella esultanza fuori luogo ostentata ieri in occasione di un momento, invece, in cui avrebbe dovuto prevalere l’alto senso di responsabilità rispetto al ruolo che ciascuno dei nostri rappresentanti presenti ieri riveste – ha dichiarato – Abbiamo, invece, visto applausi e caroselli come se gli appartenenti ad una tifoseria, che magari esaspera anche un’ ideologia, stessero avendo la meglio. Rispetto a chi, poi, non si è capito. Libertà e felicità appartengono a ciascuno di noi e negarne la loro piena realizzazione rimane un torto verso tutti. La narrazione di quanto accaduto al nostro Senato ritengo, purtroppo, che restituisca al Paese la prova, rispetto al tema, del tradimento delle sue aspettative”.

L’intervento /—/ Vittorio Cicalese*

I socialisti tutti, giovani e non, si sono da sempre espressi a favore di leggi che andassero ad eliminare i fenomeni discriminatori su tutto il territorio. In Senato si è palesata una volontà politica ben chiara: rendere una legge anti-discriminatoria un atto discriminante nei confronti della politica stessa, della giustizia, del progresso e della tutela sociale. Se è vero, come è vero, che il segretario nazionale del PD Letta si è indignato dinanzi a tale sceneggiata, allora sia cura delle forze riformiste del centrosinistra far sì che questa legge possa tradursi in realtà su base territoriale: i sindaci socialisti, dem e di tutto l’alveo progressista, i consiglieri regionali e i Presidenti di Regione siano promotori di leggi ad hoc per limitare ogni tipo di discriminazione. Lo si faccia ascoltando le associazioni del territorio, che da tempo si battono per far sì che la legge Mancino fosse ulteriormente integrata con il DDL Zan, magari migliorandolo ulteriormente e non smembrandolo come avrebbe voluto qualche finto sostenitore della democrazia. Lo si faccia con i cittadini, per i cittadini, per tutelare le tante minoranze che ancora oggi subiscono innumerevoli atti di discriminazione e ghettizzazione sociale, culturale, lavorativa.

*Presidente regionale Federazione Giovani
Socialisti Campania
e membro del Consiglio nazionale PSI

Vittorio Cicalese

 

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