Dda, indagine sul sistema. Coop e compostaggio nel mirino

Scritto da , 30 Dicembre 2016
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di Andrea Pellegrino

L’attacco è al sistema. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia condotta dai pm Montemurro e Guarriello sarebbe a trecentosessanta gradi e riguarderebbe tutta l’attività amministrativa di Palazzo di Città. L’appalto dei mercatini (le cui carte sono state acquisite qualche mattina fa dagli agenti della squadra mobile) sarebbe solo l’ultima goccia. Quella che avrebbe fatto traboccare il vaso. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura, dunque, ci sarebbero gli ultimi affidamenti diretti, gli eventi di Natale (a quanto pare Luci d’Artista escluse), le cooperative sociali ed il sito di compostaggio. Poi, in ultimo, i mercatini di Buongiorno Italia, la cui aggiudica è ora sotto osservazione degli inquirenti. Gli sviluppi sono attesi per i prossimi giorni. Ma l’attività, secondo indiscrezioni, sarebbe vasta ed abbraccerebbe più aspetti e vicende della vita politica ed amministrativa del Comune di Salerno. Una vera e propria radiografia che i pm starebbero facendo alle stanze dei bottoni. Attività riferite anche e soprattutto alla precedente amministrazione comunale.

IL SITO DI COMPOSTAGGIO Il caso più rilevante degli ultimi mesi riguarderebbe il sito di compostaggio, la cui gestione ora è passata (con affidamento diretto) alla società in house Salerno Pulita. La gestione era finita nel mirino dell’anticorruzione di Cantone per poi passare nelle mani della Procura di Salerno e proprio in quelle del pm Silvio Marco Guarriello. Qui si incrociano rapporti anche con la Daneco Impianti, l’ex gestore dell’impianto, la cui Aia è stata revocata dalla Regione Campania, qualche mese fa e comunque dopo l’avvio dell’inchiesta da parte dell’Anac. Si tratta, nello specifico, della Daneco che in Ati con la Rcm dei fratelli Rainone si è aggiudicata dapprima l’appalto provvisorio, poi la gara vera e propria con contratto di cinque anni con proroga fino a nove. La Daneco è la stessa ditta che era riuscita anche ad aggiudicarsi l’impianto di termovalorizzazione di Salerno, progetto poi naufragato, nonostante gli indennizzi concessi ai proprietari dei terreni di Cupa Siglia. Ed è proprio all’atto di quest’ultima gara e delle verifiche che alla Provincia, all’epoca guidata da Edmondo Cirielli, approda un documento della Prefettura di Milano. E’ il 14 marzo del 2012 e nell’atto c’è la storia della Daneco fino a quella data. «Con riferimento alla richiesta del 22 luglio 2011, si comunica che nei confronti della società in oggetto non sussistono elementi ostativi di cui all’articolo 67 del Decreto legislativo 159/2011, né le cause interdicevi di cui all’articolo 4 del Dl 490/94». Fin qui, nessuna interdittiva ma prosegue la nota: «Si comunica, tuttavia, che dalle informazioni acquisite e dalla valutazione del Gruppo Ispettivo Antimafia, riunitosi presso questa Prefettura in data 12 marzo 2012, sono emersi elementi di contiguità familiare, relazionale e professionale tra Francesco Saverio Colucci, titolare di fatto della Nuova Spra Ambiente Spa, che è stata oggetto di interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Napoli in data 21 giugno 2011, e Francesco Colucci, Amministratore unico della Unendo Spa, proprietaria della Daneco Spa (a sua volta proprietaria della Daneco Impianti srl, oggetto della presente informativa). Si rappresenta, inoltre, che Filipponi Bernardino, Amministratore informazioni antimafia, è tutt’ora indagato per il reato di corruzione in concorso, nell’ambito del procedimento penale, pendente presso la Procura della Repubblica del tribunale di Milano, a seguito della vicenda – molto attenzionata in sede locale – relativa alla bonifica dell’area chimica ex Sisas di Pioltello-Rodano. Quanto sopra si comunica – scriveva il Prefetto – per l’eventuale attivazione da parte della stazione appaltante dei poteri di vigilanza sull’esecuzione dei lavori oggetto e per ogni eventuale valutazione». Il 22 gennaio 2014 i vertici della Daneco vengono arrestati. Si tratta di Colucci e Filipponi. L’accusa è smaltimento illecito di rifiuti nell’operazione “Black smoke” della Dda di Milano. A loro era stata contestata la cosiddetta ”truffa delle etichette”. In pratica, dopo aver cambiato il codice dei rifiuti pericolosi in rifiuti speciali, infatti, la Daneco ha potuto indirizzare i rifiuti negli impianti in varie parti d’Italia, ma anche in Germania, che invece non li avrebbero potuti trattare. Lo scorso 24 dicembre il nuovo esposto da parte dell’ex assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano. Denuncia che arriva anche alla Procura della Repubblica. L’ex assessore contesta l’affidamento (a Salerno Pulita) «diretto e senza gara di appalto di evidenza pubblica che risulta, a mio avviso – dice – illegittimo perché effettuato in violazione delle vigenti norme in materia.Tale circostanza è aggravata dal fatto che la società Salerno Pulita SpA è stata oggetto di accertamento da parte dei tecnici dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nell’ambito dell’indagine effettuata dalla stessa Autorità sulle modalità di gestione dell’impianto». Romano, inoltre, replica anche alle controdeduzioni firmate dall’ingegnere Luca Caselli, Rup dell’impianto e dirigente del settore ambiente del Comune di Salerno.

eventi natalizi. Ed in particolare ai mercatini di Buongiorno Italia, il cui appalto è stato revocato dal dirigente Alberto Di Lorenzo, per gravi inadempienze, per poi essere mantenuto in vita da un decreto del Tar. Tra gli atti acquisiti, oltre all’ultima determina, c’è anche il bando di gara. Inoltre non si esclude che, sempre nell’ambito delle manifestazioni natalizie, l’attenzione vada verso anche il villaggio di Babbo Natale – allestito al Parco Pinocchio – finito sotto attacco da parte dell’opposizione. In particolare Roberto Celano e Ciro Russomando, consiglieri comunali d’opposizione, hanno già presentato un esposto in Procura. Ma ancora ad essere passate in rassegna sarebbero tutte le manifestazioni che avrebbero beneficiato di un contributo economico, senza, naturalmente, passare per nessuna gara d’appalto.

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