D’Angelo: “Terza dose? Solo così si può provare a sconfiggere il virus e le sue varianti”

Scritto da , 30 Agosto 2021
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di Monica De Santis

Terza dose dei vaccini anti covid. Fino a pochi mesi fa era solo alcuni ne parlavano, senza darlo comunque per certo. Da qualche settimana invece la questione è diventata già realtà per alcuni paesi, mentre altri la stanno prendendo seriamente in considerazione, anche se l’Organizzazione mondiale della sanità, non è del tutto favorevole considerata l’enorme disparità nella disponibilità e nella distribuzione dei vaccini a livello mondiale. Va infatti ricordato che se da un lato ci sono stati, come Israele, dove la terza dose viene già somministrata, dall’altro ci sono stati dov’è non è ancora iniziata la campagna di vaccinazione.”La somministrazione della terza dose nasce dopo una serie di ricerche effettuate sia negli Stati Uniti che in Germania e che ha visto, questi ricercatori, concordi sul fatto che coloro che hanno ricevuto le due dosi di vaccino diversi mesi fa hanno perso in parte la carica difensiva e quindi con questa nuova variante la delta sono nuovamente soggetti esposti. – spiega il dott Giovanni D’Angelo, presidente dell’Ordine dei Medici e odontoiatri di Salerno – Questo ovviamente è un primo aspetto per il quale buona parte dei ricercatori e dei medici Stanno consigliando la terza dose. C’è poi una seconda motivazione per la quale si sta spingendo verso la terza dose, ovvero quella che i soggetti che la riceveranno svilupperanno maggiori anticorpi e quindi maggiori possibilità di non contrarre la variante Delta che in questo momento è quella più diffusa. In Israele, ad esempio la somministrazione della terza dose è già in atto per quei soggetti che hanno un’età superiore ai 50 anni e per quei soggetti che hanno sviluppato meno anticorpi con le prime due dosi del vaccino. E come in Israele Adesso anche in Inghilterra si darà il via alla terza dose è proprio pochi giorni fa anche L’America ha annunciato che da settembre inizierà la somministrazione della terza dose del vaccino. In Italia Invece non avendo una posizione vendemmiata in merito, si sta facendo ancora come si suol dire il pari e dispari, tra chi consiglia la terza dose e chi invece no. Diciamo che al momento si sta prendendo un po’ di tempo, Anche perché stando a quello che ha detto il generale Figliuolo, noi riusciremo a raggiungere l’immunità di gregge nazionale a fine ottobre”.Sull’ipotesi che la terza dose possa essere somministrata solo dai medici di base e non più nei centri vaccinali creati in diversi punti delle città italiane, il dottor D’Angelo spiega che… “in realtà i medici di base non si sono mai tirati indietro davanti alla possibilità di somministrare i vaccini. Inizialmente dovevano essere solo loro quelli che dovevano appunto somministrare il vaccino poi però, con delle contraddizioni di fondo, visto che non sono state consegnate le dosi necessarie ai medici di famiglia, l’azione di andare abbacinare a domicilio i propri pazienti non è stata possibile, pertanto ad oggi i medici di base con le pochissime dosi che hanno ricevuto hanno potuto davvero vaccinare pochissime persone. Sulla terza dose fatta somministrare solo ai medici di base, certamente è una cosa fattibile le potenzialità ci sono tutte e anche la disponibilità dei medici di famiglia. Il problema è un altro Nel senso che bisognerà prima dare delle rassicurazioni di carattere scientifico forte sulla terza dose perché al momento non abbiamo elementi di paragone sugli effetti che questa può avere sulle persone. Mentre, per dare una buona notizia, lo scorso 23 agosto la più grande agenzia americana delegata ad autorizzare l’utilizzo di tutti i farmaci che sono in commercio negli Stati Uniti, Ha dichiarato che è terminato il periodo di sperimentazione Per quanto concerne il vaccino faeser e di conseguenza anche il moderna E che i dati raccolti sono positivi e che quindi questi vaccini dallo scorso 23 agosto non sono più da considerarsi sperimentali ma vaccini a tutti gli effetti proprio come quelli che si fanno obbligatoriamente ai bambini e ai neonati. I dati che loro hanno raccolto in tutto questo periodo in cui la vaccinazione non poteva essere obbligatoria perché appunto, i vaccini erano ancora in fase sperimentale, hanno dato risultati ottimi tanto da far dichiarare conclusa la sperimentazione. Ovviamente qui da noi questo compito è affidato all’Ema, che sicuramente farà le sue valutazioni e analizzerà tutti i dati, certo è che i risultati che arrivano dagli Stati Uniti ci lasciano ben sperare – prosegue ancora il dottor Giovanni D’Angelo – Ma soprattutto questa notizia che arriva dagli Stati Uniti farà sicuramente cadere un po’ di quei dubbi e di quelle perplessità che avevano e che hanno coloro che non si sono ancora vaccinati e che si sono lasciati un po’ fuorviare dai discorsi dei novax che con forza cercano di convincere le persone a non farsi vaccinare. – conclude il presidente dell’Ordine dei Medici ed odontoiatri di Salerno – Ora che i vaccini sono stati dichiarati sicuri, ripeto almeno per quanto riguarda i vaccini utilizzati negli Stati Uniti e quindi il phaiser, è normale che non si potrà più dire che si sta facendo da cavie”.

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