Damiani: “Nessun ruolo nell’omicidio Vassallo”

Scritto da , 22 novembre 2014

“Il mio assistito ha ribadito di non aver avuto nulla a che fare con l’omicidio di Angelo Vassallo”. E’ durato oltre cinque ore l’interrogatorio di Bruno Humberto Damiani davanti ad un magistrato colombiano del Tribunale di Bogotà che insieme al pm antimafia Rosa Volpe ha messo sotto torchio il brasiliano. Il faccia a faccia con il pm della Procura di Salerno, che indaga sull’omicidio del sindaco pescatore, è stato disposto attraverso una rogatoria internazionale. Damiani è stato assistito dal legale di fiducia, Michele Sarno, che ha precisato che il suo assistito non ha mai chiesto interrogatorio ma solo manifestato la disponibilità ad essere ascoltato per chiarire la sua posizione. Damiani ha ribadito, più di una volta, durante l’interrogatorio la sua completa estraneità all’omicidio di Angelo Vassallo. “Non l’ho mai conosciuto di persona. Sapevo che era il sindaco di Pollica ma non ho mai avuto contatti con lui”. Il “brasiliano” ha negato anche di aver avuto un confronto acceso con Vassallo, impegnato in prima linea nella lotta contro lo spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio di Pollica/Acciaroli. “Non fa fatto nomi, nè era in grado di dire nulla su una vicenda nella quale è perfettamente estraneo -ha ribadito l’avvocato Sarno”. Secondo la Procura di Salerno, che si era mossa prima per l’estradizione e poi per la rogatoria internazionale, Damiani rappresentava un personaggio fondamentale nell’inchiesta per il decesso di Angelo Vassallo. In più di una circostanza l’aveva ribadito lo stesso procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. “Attendiamo notizie dalla Procura prima di fare qualsiasi tipo di commento – ha affermato il sindaco di Pollica, Stefano Pisani. In cinque ore di interrogatorio non penso che Damiani abbia ribadito soltanto la sua estraneità ai fatti contestati. Meglio attendere”.  . Il sindaco pescatore trucidato con nove colpi di pistola la notte del 5 settembre 2010 nel comune di Pollica, nel Cilento, dove era primo cittadino. Ora l’interrogatorio di Damiani che secondo quanto ribadito dal legale difensore non avrebbe fornito nuovi elementi al magistrato titolare dell’inchiesta.

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