Dama bianca, chiesti 15 anni per Orilio. Stangata per il dipendente portuale. 10 anni per il cavese Visconti

Scritto da , 7 luglio 2015
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NAPOLI. Traffico di droga, con l’ausilio di corrieri eccellenti e la complicità di addetti agli scali di Fiumicino e del Porto di Salerno: il pm chiede 308 anni di carcere per i 25 complici di Pasquale Fiorente, il narcos di Boscotrecase latitante, che hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. Durissima requisitoria quella dei pm Giovanni Conzo e Pierpaolo Filippelli che hanno formulato la richiesta di condanna al Gup Umberto Lucarelli del Tribunale di Napoli. La pena più alta è stata chiesta per Alessandro Fiorente, fratello di Pasquale, finito in carcere a gennaio scorso insieme ai complici torresi, romani e salernitani. Ventitrè anni di reclusione per il detenuto di Boscotrecase che sarebbe stato il braccio destro del fratello nel traffico tra l’olanda, il Sud America e l’Italia. Cinque anni sono stati chiesti per i fratelli napoletani Gianluca e Luigi Amirante; dieci anni per la dama bianca, la romana Federica Gagliardi, per il cavese Luciano Visconti, per il napoletano Ivan Contrada e per Anna Arcadi di Roma. Quindici anni la richiesta per l’ebolitano, Vincenzo Orilio, i torresi Antonio e Salvatore Montella, Adriano Manca, Alberto Lubrino e poi per Valerio Conti, Daniele Fariello, Fabio Giannandrea, Marco Petrosino, il poliziotto dello scalo di Fiumicino, Andrea Santellocco e Daniela Torrisi – addetta alle pulizie dell’aereoporto. Sedici anni sono stati invocati per i due importatori, Angelo e Francesco Giorgiio. Mentre per l’accusa dovrà scontare 13 anni di reclusione Stefano Toncli; 12 anni la richiesta per Ferdinando Pagano di Terzigno. Ieri mattina, Toncli – il coordinatore degli addetti alle pulizie dell’aereoporto di Fiumicino – ha voluto rendere delle dichiarazioni al Gup Lucarelli, cercando di spiegare la sua situazione. Ha riferito di non sapere cosa ci fosse nei trolley che all’arrivo dal Sud America venivano presi dai componenti dell’organizzazione tra cui Daniela Torrisi. “Pensavo fosse un’importazione di sigarette elettroniche’ ha detto l’imputato. E poi ha aggiunto che si era prestato ad aiutare Daniela Torrisi perchè era innamorato di lei. Secondo l’accusa, era lei – una delle insergvienti dello scalo – ad occuparsi del recupero delle valigie e a contattare Diop Babacar, il cittadino senegalese che si occupava dello smistamento e per il quale l’accusa ha chiesto una condanna a 14 anni di reclusione. Il pm ha replicato alle dichiarazioni di Toncli aggiungendo alla sua requisitoria altri particolari: “i componenti dell’organizzazione andavano in agitazione quando non si trovavano i trolley con la droga”. In particolare, nelle conversazione intercettate si fa riferimento a possibili ritorsioni per la perdita delle valigie da parte di personaggi pericolosi. E dunque, non si poteva trattare di sigarette elettroniche. L’indagine degli uomini della Guardia di Finanza e della Polizia, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha consentito di scoprire un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga che aveva la base operativa in provincia di Napoli e ramificazioni sia in Italia sia all’estero, in particolare in Spagna, Olanda e Sud America.A capo della struttura c’era Pasquale Fiorente, broker del narcotraffico, residente a Boscotrecase ma torrese d’adozione. È quanto hanno ricostruito i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Secondo i pm Fiorente, con la collaborazione del fratello minore Alessandro, coordinava dal Venezuela e da altri paesi del Sud America il trasferimento in Italia delle partite di droga, destinate soprattutto ad alimentare il mercato clandestino campano; inoltre manteneva contatti diretti con gli esponenti dei cartelli fornitori dello stupefacente, dai quali era in grado di acquistare consistenti quantitativi di droga che provvedeva a introdurre nel territorio italiano sia via terra, mediante trasporto su gomma, sia soprattutto attraverso vettori aerei e marittimi, potendo contare su stabili appoggi logistici da parte di diversi soggetti in servizio presso alcuni scali portuali e aeroportuali. Ad ottobre, dopo le discussioni degli avvocati, arriverà la sentenza del Gup Lucarelli. Francesco Giordano

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