Dal primo ottobre anziani e disabili senza assistenza

Scritto da , 25 Settembre 2012
image_pdfimage_print

L’assistenza socio sanitaria è appesa ad un filo. Giovedì tutte le associazioni di volontariato e i centri di riabilitazione della Campania si riuniranno a Napoli per stabilire le modalità di sospensione dell’assistenza socio-sanitaria a far data dal prossimo primo di ottobre. Una forte e sofferta decisione che giunge dopo quattro mesi dall’avvio della procedura della
compartecipazione delle spese socio sanitarie, prevista nel decreto 50
del 2012 della Regione Campania. Quattro mesi in cui è stata acclarata
l’impossibilità da parte dei Comuni di corrispondere la quota a loro
carico e di cedere il proprio credito agli Istituti bancari normalmente
anticipatari.Quello che associazioni e centri avevano tristemente
pronosticato, alla fine si è avverato: troppo stringenti i dettami della
delibera regionale, viste e considerate anche le gravi condizioni in
cui versano le casse degli enti locali. Continuità assistenziale,
esegibilità dei lea e livelli occupazionali: tutto sull’orlo del
precipizio L’asfissia finanziaria che le nuove norme regionali hanno
imposto ai E a nulla sono valse le richieste di convocazione di un
tavolo politico, nonostante fossero condivise dalla stessa segreteria
del presidente della Regione, Stefano Caldoro, nell’incontro svoltosi lo
scorso del 24 luglio: nessun risconto, esattamente come non hanno avuto
seguito le azioni promosse dal tavolo tecnico sulla compartecipazione,
attivato anch’esso sempre su richiesta dei Centri.Ed è stata anche
scritta una lettera al presidente Caldoro in cui viene espressa la
volontà da parte di centri e associazioni di non partecipare al tavolo
tecnico previsto per il prossimo 4 ottobre e nella quale annunciano la
grande assemblea generale di domani a Napoli al fine di concordare le
procedure per la sospensione dell’assistenza alle persone anziane e con
disabilità a partire da lunedì 1 ottobre 2012.« Abbiamo chiesto un
confronto politico al Presidente Caldoro – afferma Salvatore Parisi,
Coordinatore Regionale Anffas, tra i promotori dell’iniziativa – poiché
le azioni di risanamento proposte non solo sono dettate da
considerazione meramente ragionieristiche, che niente hanno a che fare
con una gestione lungimirante e oculata dei servizi, ma stanno
penalizzando in maniera drammatica l’assistenza alle persone con
disabilità e agli anziani. Il decreto sulla spending review, ad esempio,
prevede un massimo di 3,7 posti letto per mille abitanti: in Campania i
posti letto attivati negli ospedali sono circa il 2,5, ben al di sotto
dello standard nazionale e con una carenza di oltre 1000 posti letto per
la lungodegenza e la riabilitazione. Ogni giorno si annunciano
licenziamenti e le Aziende Sanitarie Campane spendono circa 80 milioni
all'anno “in surplus” di lavoro straordinario. Insomma, la misura ora è
colma» . Il settore sociosanitario assiste oltre 2000 persone con
disabilità e circa 2.600 anziani e i posti a rischio sono oltre 3000 su
tutto il terriotrio regionale.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->