Dal Cilento ad Amalfi via Salerno: grillini in moto per dire no al referendum

Scritto da , 5 settembre 2016
IMG-20160904-WA0013

Un fiume pentastellato in piena che si risveglia anche a Salerno, urlando a gran voce il “No” al referendum costituzionale. Arrivano nel “regno di De Luca” Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, che fanno tappa dopo aver percorso in moto la costiera cilentana, fino ad arrivare a quella amalfitana. A Salerno si fermano a via Roma perché “qui è l’unico posto dove non arrivano i figli di De Luca”, scherza Di Battista, che urla il suo “no” al referendum costituzionale insieme ai tantissimi seguaci che lo hanno accompagnato nel viaggio “coast to coast”. Ma i salernitani non risparmiano gli applausi e tra un selfie e le foto di gruppo, si risvegliano gli animi assopiti dalla mancata presentazione della lista alle amministrative 2016. Al grido di “liberiamo Salerno” si riuniscono i meetup e Di Maio risponde alle provocazioni lanciate da Vincenzo De Luca oramai da settimane: “A De Luca cosa vogliamo dire? Fa delle belle battute, ma quando vuole cominciare ad occuparsi della Campania e in particolar modo della sanità pubblica ce lo fa sapere, passerà alla storia per aver gestito la sanità pubblica come la vecchia democrazia cristiana, se lui è contento di questo, io sinceramente non lo sono. Se vuole continuare con la lottizzazione e con la legge messa in piedi che tra l’altro va contro anche le norme di Renzi stesso, noi ci siamo comunque e non molliamo”. Un confronto più volte chiesto dal Governatore della Campania e invito mai accolto dal vice presidente della Camera Luigi Di Maio: “Fa ancora il sindaco a Salerno? Lo sappiamo bene. Io lo seguo con affetto ogni settimana, non accetto l’invito al confronto perché lui fa battute più simpatiche delle mie, sfigurerei nel dibattito”. Ma l’arrivo di Alessandro Di Battista accende la scena ma la richiesta sembra essere sempre e solo una: liberare Salerno dal “deluchismo”. Più volte infatti attivisti dei meetup pentastellati di Salerno hanno chiesto a gran voce di “intervenire”, chiedendo anche spiegazioni sulla mancata occasione delle elezioni comunali, Di Maio però precisa: “Siamo qui per ribadire il nostro No al referendum, siamo arrivati anche qui. Sulla questione amministrative non eravamo pronti, dove non eravamo pronti semplicemente abbiamo ritenuto opportuno non presentarci”. Alessandro Di Battista poi ha concluso: “Vogliono mandarci via, ma noi manderemo via loro”. Poi la partenza da Salerno in direzione Amalfi. Una lunga fila di scooter ha scortato Luigi Di Maio ed Alessandro Di Battista fino ad Amalfi.

Consiglia